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Wärtsilä si ferma per dire no agli esuberi

Otto ore di sciopero contro i tagli minacciati da Helsinki. Al presidio partecipano i coordinatori nazionali Fiom-Fim-Uilm

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Una manifestazione dei lavoratori Wartsila 

TRIESTE Oggi i lavoratori Wärtsilä incrociano le braccia per otto ore, come “preventiva” protesta contro la minaccia di esuberi, non ancora quantificata, piombata sulle sedi italiane del gruppo dal quartier generale di Helsinki.

Giovedì scorso il capo-azienda della costola italiana, Sergio Razeto, ha informato le rappresentanze sindacali riguardo i tagli di organico decisi dal vertice finlandese: 550 esuberi, che si aggiungono ai 600 dichiarati l’estate scorsa.

Con una differenza sostanziale: la prima tornata ha risparmiato il Bel Paese (quasi 1300 addetti di cui 1050 concentrati nello stabilimento di Bagnoli), ma la seconda ondata in arrivo non risparmierà la struttura italiana. Su 550 unità, 270 riguardano la stessa Finlandia: gli altri 280 tagli andranno gestiti tra tutte le realtà Wärtsilä a livello mondiale.

I sindacalisti “interni” - Kanidisek (Fim), Dellapietra (Fiom), Viola (Uilm) - sono preoccupati, perchè paventano che la “forbice” finnica non andrà per il sottile e colpirà soprattutto il settore ricerca&sviluppo, depotenziando ruolo e qualità della fabbrica italiana.

Razeto, che è presidente di Confindustria Vg, attende ordini: i numeri saranno a cura di Helsinki e verranno comunicati alla controllata tricolore. Grazie e arrivederci. Probabilmente il verdetto sarà pronunciato dopodomani giovedì in occasione di un nuovo incontro tra direzione e sindacati.

Trieste, Genova, Napoli: Wärtsilä è una presenza di livello nazionale, la recente intesa sull’integrativo ha visto in azione i coordinatori nazionali delle tre sigle rappresentate e gli stessi coordinatori debbono adesso seguire una vertenza che si preannuncia spigolosa. Infatti stamane alle 12 i segretari nazionali incontreranno territoriali e rsu davanti ai cancelli di Bagnoli, che saranno presidiati dagli scioperanti.

Per la Fiom parteciperà Bruno Papignani, che ieri è intervenuto sulla vicenda triestina con un intervento piuttosto duro. «Scelte scellerate», ha definito gli orientamenti finlandesi. «Non escludiamo di portare immediatamente, senza aspettare l’avvio delle annunciate procedure di esubero, al ministero dello Sviluppo Economico la vertenza per i riflessi che essa ha e che riguardano il ruolo delle multinazionali e il continuo impoverimento industriale del nostro Paese», ha spiegato l’esponente nazionale della Fiom.

Anche Papignani, sulla base delle indicazioni delle “rsu”, teme che punto di caduta dei tagli finlandesi sia «un impoverimento produttivo con poca stabilità e con un ruolo sempre più marginale dentro la multinazionale».

Il dirigente sindacale pensa sia necessaria una manovra a tutto campo, sia a livello di coordinamento nazionale che a livello internazionale, per mettere a punto le iniziative di lotta.

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