Figli tolti dal giudice, la mamma: «Sono straziata»

Il vecchio ospedale di Cormons che ospita i servizi di Neuropsichitria infantile

Lo sfogo: «Sono bimbi fragilissimi. Oltre al pesante fardello della malattia, come supereranno il peso dell’allontanamento?»

GORIZIA «Oltre al pesante fardello della malattia, come supereranno tutto questo i miei poveri bambini? Che conseguenze avrà su di loro questa vicenda che stento, anzi stentiamo a capire, a comprendere?»

Il pensiero di ogni mamma è continuamente rivolto ai propri bimbi. Figurarsi, quando questi sono lontani, “tolti” ai propri genitori, ai loro affetti.

Con la collaborazione dell’avvocato Francesco Miraglia, del Foro di Modena, esperto in Diritto minorile, siamo riusciti a raccogliere una dichiarazione breve ma significativa della madre dei bambini di dodici e sette anni, che abitavano a Gorizia con i genitori e che sono stati affidati a una casa famiglia di Vigevano, dopo un provvedimento di allontanamento emesso dal Tribunale dei minori di Trieste.

La donna, scossa, chiede che venga tutelata la sua identità. Di mezzo c’è una vicenda delicata. Di mezzo ci sono due bambini. «Arrivare a straziare una famiglia, ma soprattutto due bimbi fragilissimi e indifesi che ne porteranno i segni per tutta la loro vita... Quale orrore, quale disegno dietro a tutto questo?», si chiede la madre. Che abbozza anche una risposta ai suoi quesiti. «Non posso credere che dietro a tutto ciò possa esserci una diatriba sulle “cure” che non sono di competenza dei genitori, ma dei sanitari». La speranza della madre è quest’incubo possa terminare al più presto. «Perché i primi a soffrire sono proprio loro, i bambini».

«Nessuno ha chiesto a questa madre cosa realmente provi in questo momento. La vicenda è ingarbugliata e sfiora l’incredibile. Per eccesso di cure - fa eco l’avvocato Francesco Miraglia - hanno tolto loro i figli per maltrattamento, che non significa percosse, ingiurie, abusi, ma per troppe cure, per una patologia che la Procura però non riconosce e che il Tribunale dei Minori ha deciso di accertare ora tramite una perizia tecnica». Cure prescritte, rimarcano i genitori, dagli specialisti delle strutture pubbliche che li avevano in carico ed erogate direttamente dall’ospedale e che peraltro continuerebbero ad essere somministrate ai due piccini nella stessa misura e con le medesime modalità di quando si trovavano nella tranquillità di casa propria.

Ma dallo scorso novembre i due fratellini, la cui patologia è stata certificata da strutture sanitarie di eccellenza come il Besta di Milano e il Centro Regionale per le Malattie Rare, vivono in una casa famiglia, in un’altra regione per di più, lontani dagli affetti dei loro genitori e privati degli insegnanti di sostegno. «E noi siamo straziati», conclude la madre.

Del caso si è occupato il servizio di Neuropsichiatria infantile, attivo ormai da quasi 2 anni nei locali dell’ex ospedale di Cormòns. Oltre a trattare argomenti di disagio giovanile (da situazioni di ansia e depressione manifestate in età giovanissima, con episodi di tentato suicidio e autolesionismo a disturbi della personalità e dell’alimentazione), il servizio deve occuparsi di frequente di casi inviati dal Tribunale di Gorizia e riguardanti visite protette a figli contesi fra genitori divorziati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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