Trieste, due mesi di tempo per salvare la Sgt

La sede della Società Ginnastica Triestina

La politica promette aiuto allo storico sodalizio in difficoltà. Rimane valida l’ipotesi della vendita della sede

TRIESTE «La città e le istituzioni devono stringersi intorno a questa società per salvare un patrimonio straordinario». All’appello lanciato dal presidente della Società Ginnastica Triestina Federico Pastor rispondono in tanti. Circa un centinaio di persone affollano la storica palestra scelta quale cornice dell’incontro pubblico che ha il sapore dell’ultima chiamata. Per evitare una fine ingloriosa.

In prima fila ci sono gli esponenti politici. Tra questi, il sindaco Cosolini e il suo predecessore, nonché principale sfidante alle prossime elezioni Dipiazza. «Stiamo lavorando da quattro anni con impegno, fatica ed enormi sacrifici» esordisce Pastor, che ripercorre il doppio mandato al vertice del sodalizio partito nell’autunno del 2011.

«Abbiamo ereditato una situazione difficile, ma con una gestione oculata, da lacrime e sangue, siamo riusciti a ridurre le perdite, tagliando i costi, ma senza intaccare i risultati sportivi che ci hanno dato grosse soddisfazioni. Adesso però basta: la sede sta cadendo a pezzi e nessuno ci aiuta. In questo modo non si può proseguire perché significa rischiare del nostro. Se non arrivano segnali concreti dalle istituzioni il direttivo non si ricandiderà alle elezioni di maggio».

I numeri evidenziati in un grafico parlano chiaro: il risultato della gestione ordinaria della società è stato portato da un passivo di oltre 330mila euro nel 2011 a 139mila nel 2015. E questo a fronte di “soli” 43mila euro di contributi istituzionali e privati contro i 120mila di cinque anni fa. Mentre i contributi per la stagione in corso sono ancora fermi a quota zero.

Sull’altro piatto della bilancia ci sono i soci, saliti in pochi anni da 720 a 970. Ma per crescere ancora e arrivare al tanto sospirato pareggio di bilancio serve uno sforzo ulteriore, stimato in 80mila euro annui.

A illustrare la situazione patrimoniale l’amministratore della società Alessandro Mitri che ricorda l’operazione tentata nei mesi scorsi, quella cioè di vendere l’immobile alla Fondazione CRTrieste.

«Una soluzione che, oltre a risistemare la struttura, consentirebbe un aumento dei soci e dunque dei ricavi ed una diminuzione dei costi di manutenzione - spiega Mitri -. In pratica il raggiungimento dell’autofinanziamento». La palla insomma, tanto per restare nella metafora sportiva, viene lanciata al mondo politico. E le istituzioni non si fanno pregare per raccoglierla.

«Non c’è tempo da perdere - attacca Cosolini -. Lavoreremo su questa ipotesi coinvolgendo le altre istituzioni, Regione in testa. Non si può vivere in continua emergenza: serve una soluzione realistica, praticabile e di lungo periodo». A lanciare un’idea alternativa Franco Bandelli (Un’Altra Trieste), quella cioè di «una donazione della sede al Comune, che a quel punto se ne farebbe carico contribuendo alla gestione e potendo contare sui contributi delle altre istituzioni. Una soluzione già praticata al Polo Natatorio».

La proposta trova riscontro tra i soci storici della Sgt, ma a frenare è l’ex assessore Giorgio Rossi che parla di «una operazione complicata soprattutto nel caso di donazione a titolo oneroso». Il clima si surriscalda. Ad aprire a tutte le ipotesi, quella di Bandelli compresa, è l’ex sindaco Dipiazza: «Siamo agli sgoccioli. Chi sarà il nuovo sindaco dovrà trovare una soluzione al problema. Al direttivo chiedo di tenere duro e di resistere ancora un po’».

Per il vicepresidente della Provincia Igor Dolenc: «La vendita dell’immobile rimane la soluzione migliore dal punto di vista dell’operatività». Interviene anche il vicepresidente del Coni regionale Francesco Cipolla che assicura che «la questione è stata portata all’attenzione del presidente nazionale Malagò».

Nella palestra risuonano le parole di uno degli storici allenatori, Sergio Posar, che punta il dito contro la classe politica bipartisan: «Siete voi che avete in mano il destino della società, ci sono due mesi di tempo per salvare la Sgt, altrimenti qui si chiude tutto». Gli fa eco Pastor: «Qualche segnale è arrivato. Siamo disposti a continuare sia pur per un breve periodo. Ma siamo stufi delle promesse, adesso vogliamo i fatti concreti». Le istituzioni sono avvisate. Il conto alla rovescia è iniziato.

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