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Trieste riempie Sant’Antonio per l’addio a Gigetta Tamaro

Esponenti delle istituzioni, della cultura e dell’economia ai funerali dell’architetto. Il saluto del sindaco Cosolini: «È stata una delle grandi donne di questa città»

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Il feretro di Gigetta Tamaro (lasorte) 

TRIESTE «Sono grato a Luciano, che mi ha chiesto di rivolgere un saluto a Gigetta, ma anche intimidito, perchè qui sono in tanti che possono testimoniare l’impegno culturale, civile e i meriti di Gigetta Tamaro Semerani». Così ha esordito il sindaco Roberto Cosolini, davanti alla folla che ieri mattina gremiva la chiesa di San Antonio Taumaturgo durante la funzione religiosa con cui centinaia di persone, delle istituzioni ma anche del mondo culturale e accademico (non solo triestino), professionisti, imprenditori, ex politici, hanno dato l’ultimo saluto a Gigetta Tamaro Semerani, architetto, esponente di rilievo del mondo professionale e culturale cittadino.

L'architetto Gigetta Tamaro 85 anni 

Quei «tanti», ha osservato il sindaco, hanno rappresentato un sentimento «che diventa sentimento di una comunità, di quella parte della città più illuminata e capace di andare avanti». Cosolini ha quindi rimarcato come Gigetta Tamaro Semerani abbia continuato a lavorare per decenni «per dare una dimensione internazionale a Trieste, unica prospettiva di fututro per la città, e di aver tenuto accesa questa speranza».

Nel suo ricordo il sindaco si è soffermato anche su un altro aspetto. «Gigetta - ha sottolineato - è stata una delle grandi donne di questa città, capace di affermare questo ruolo anche quando farlo era molto meno semplice di oggi». E poi ha voluto rilevarne la tenacia e la passione. «Fino a pochi mesi fa - ha precisato Cosolini - Gigetta ha condotto l’esperienza culturale della Stazione Rogers, cui ha dedicato una parte importante del suo impegno», ricordando infine «la semplicità e l’immediatezza dei consigli che mi ha dato» e concludendo con un «grazie Gigetta, i tuoi sogni tutti assieme li vogliamo realizzare».

Il più “piccolo” dei figli di Gigetta Tamaro Semerani, Francesco, ha quindi dato lettura del messaggio scritto da un’ex allieva all’Università di Venezia, che Gigetta aveva seguito durante la tesi accogliendola nel suo studio e in famiglia.

Centinaia di persone, dunque, hanno assistito alla messa celebrata dal parroco di Sant’Antonio Taumaturgo, don Fortunato Giursi, il quale ha ricordato come Gigetta Tamaro Semerani «amava questa chiesa e ad essa faceva riferimento nei suoi progetti».

«Non sia turbato il vostro cuore. Lei è circondata dall’affetto del marito, dei figli, dei nipoti e dei rappresentanti della comunità cittadina», ha proseguito don Giursi commemorando la defunta, aggiungendo che «siete in tanti a ricordare la vita e le esperienze fatte con lei, che a questa città tanto a dato e tanto ha lasciato». Il parroco ha quindi ricordato il suo impegno per l’arte e la cultura, i rapporti con amici ed estimatori, gli studi proiettati anche all’estero. «La salutiamo - ha concluso - e la consegniamo a Colui che le ha dato la vita, ricordando i tesori che ha lasciato alla nostra vita e alla città».

(gi. pa.)

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