Gorizia, il comitato “bollette pazze”: «I casi sono più di 500»

La nuova offensiva del comitato "bollette pazze" capitanato da Donatella Gironcoli (Bumbaca)

La denuncia della presidente del movimento Gironcoli: «Chiediamo chiarezza e fatturazioni più eque. A una famiglia è arrivata una cartella di 1436 euro»

TRIESTE «Centoventi bollette sovrastimate? In verità, sono più di... 500. In queste settimane sono 170 i cittadini che si sono rivolti a noi, ognuno dei quali ha portato con sè due o tre bollette dagli importi, a dir poco, discutibili».

Donatella Gironcoli e il comitato “Bollette pazze” hanno convocato ieri mattina una conferenza stampa. L’obiettivo? Evidenziare che le acque non si sono affatto calmate e che i cittadini continuano a protestare per importi considerati “astronomici”. «Il dato comune è una sovrafatturazione sistematica - ha spiegato Claudio Macrini -. Anche se si procede con l’autolettura, interviene poi il sistema informatico di Eni che, attraverso modalità e ragionamenti a noi ignoti, “carica” le bollette. In questa maniera, l’autolettura, che dovrebbe essere una garanzia, diventa un elemento quasi inutile».

Sono stati citati casi di bollette da oltre mille euro, come quella di 1.436 euro ricevuta da una famiglia di Gorizia. «Ma c’è anche il caso di un capannone chiuso, che non ha registrato consumi di gas, il cui proprietario si è visto recapitare una richiesta di... 2.746 euro. Questi sono i casi più macroscopici: in mezzo, decine e decine di segnalazioni di famiglie che non riescono a dare un perché a bollette da 700, 800, 900 euro», la sottolineatura di Donatella Gironcoli.

Interessante (e mastodontica) l’opera di approfondimento dell’ingegner Ristits che ha effettuato una “lettura” di una bolletta-tipo dell’Eni. «E tutto si può dire, meno che sia chiara. È una dimostrazione di come si possono complicare la cose semplici». Tant’è che è riuscito anche a elaborare un foglio excel in cui qualsiasi cittadino può effettuare un calcolo dei propri consumi, verificando le eventuali anomalie rispetto alla bolletta elaborata da Eni.

Tutti temi che saranno affrontati giovedì prossimo nel corso di un incontro: il comitato, infatti, incontrerà un esperto in contenziosi dello “Sportello unico dell’energia”. «Ad Eni chiediamo, sostanzialmente, tre cose molto semplici: innanzitutto che la fatturazione corrisponda al reale consumo. Vogliamo, poi, bollette più chiare con voci facilmente consultabili con il relativo ammontare. Infine, ci piacerebbe che la disponibilità ad aprire uno sportello tecnico si traducesse in realtà. E in tempi brevi». Insomma, una sorta di operazione-chiarezza che porti, anche, alla redazione di un Codice etico. «Nei prossimi giorni, poi, saremo anche in “trasferta”: martedì alle 20 il Comitato incontrerà i cittadini a Medea alla pizzeria “Vecchio Mulino”. L’intento è di confrontarci anche con i residenti della Destra Isonzo per avere un quadro ancora più allargato della situazione», l’annuncio di Donatella Gironcoli, più che mai “anima” del gruppo di cittadini in prima linea.

Intanto il Comitato è stato convocato, l’altro pomeriggio, dalla Confartigianato di Gradisca d’Isonzo. Obiettivo? Esplorare le vie dei gruppi di acquisto energia. Si tratta di una strategia per sottoscrivere contratti collettivi, dove vi possono confluire sia utenti pubblici che privati, con il mercato di tutela o con quello libero. Il contratto così “confezionato” può essere molto vantaggioso, proprio perché il gruppo d’acquisto porta con sé un peso specifico con cui negoziare in caso di disservizi o errori legati alla fatturazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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