«Maniacco pensava più alla giustizia che alle parcelle»

«Doveva vedersela con i principi del foro di Venezia, lui che era bravo quanto e più di loro ma era di Gorizia e pensava più alla giustizia che alle parcelle». Pensiero del già direttore di Radio...

«Doveva vedersela con i principi del foro di Venezia, lui che era bravo quanto e più di loro ma era di Gorizia e pensava più alla giustizia che alle parcelle». Pensiero del già direttore di Radio Radicale Massimo Bordin affidato ieri alla rubrica Border Line su Il Foglio. Pensiero idealmente fatto proprio dai tanti che ieri in Sacro Cuore hanno salutato Roberto Maniacco, penalista di caratura che ha fatto onore, e di fatto plasmata, alla scuola penale goriziana. Hanno celebrato don Ambrosi e don De Nadai. Quest’ultimo citando la Passione di Cristo verso la Croce ha voluto rendere omaggio al coraggio e alla sagacia con cui Maniacco (con altri avvocati) riuscì a battersi e a vincere i servizi deviati che tentarono di incolparono alcuni giovani goriziani, assolutamente estranei, della strage di Peteano. Messi alla gogna in una Gorizia che non aveva esitato a cedere alle fandonie messe in giro per coprire i veri colpevoli. Renato Fiorelli deve a Maniacco una fedina penale quasi candida. C’era anche lui ieri, molto commosso, tra le navate del Sacro Cuore. «Abbiamo girato le preture di mezza Italia dopo le mie partecipazioni ad azioni di disobbedienza civile - ricordava Fiorelli - dove dovevo rispondere di oltraggio. Lui pian piano smontava tutte le accuse».

Affetto sincero attorno alla signora Margherita, a lungo abbracciata dagli avvocati Laura Luzzatto Guerrini e Paolo Marchiori, rispettivamente collega di studio e presidente della Camera penale. Toccanti le loro testimonianze: hanno restituito con efficacia l’immagine di grande professionista, generoso nei consigli, non geloso del suo sapere. «Un giurista acuto, onesto. Un mito» la chiosa di Marchiori. Sulla bara è stata posata la sua toga. Spesso copriva un paio di jeans e una polo senza pretese. Semplice, ma immenso. (r.c.)

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