Trieste, i sette milioni “fantasma” dei tributi locali

Un addetto AcegasApsAmga impagnato nel servizio di raccolta rifiuti

I dati delle riscossioni 2015 di Imu, Tasi e Tari. Il gap deriva dal mancato pagamento di parte del dovuto per la tassa sui rifiuti

TRIESTE All’appello mancano più di sette milioni di euro. Sui tributi locali, in Comune, i conti non tornano del tutto. «Il problema sta nella Tari», ammette l’assessore al Bilancio, Matteo Montesano. In effetti, spulciando fra i dati del 2015, è proprio la tassa sui rifiuti a mostrare un gap del 21,4% fra quanto emesso in bolletta - e cioè quanto l’amministrazione ritiene di dover incassare dai contribuenti a questa voce - e la cifra che è stata riscossa, ovvero pagata entro le scadenze previste. Ballano, precisamente, 7.347.005,49 euro: il totale delle riscossioni Tari nel 2015 ha infatti raggiunto i 26.956.147,02 euro quando attesi erano 34.303.152,21. Numero, quest’ultimo, inferiore di poco più di 100mila euro alla proiezione inserita inizialmente (e confermata in sede di assestamento) nel bilancio previsionale: 34 milioni e 414mila euro.

Il recupero A Esatto, la società che gestisce per conto del Comune tutte le fattispecie legate alla Iuc, cioè l’Imposta unica comunale, spetta il compito di andare “a caccia” della porzione non versata e di accertare eventuali variazioni della posizione di contribuenti che, ad esempio, abbiano venduto casa e in caso di trasloco in un appartamento più piccolo siano chiamati in realtà a dover pagare meno di quanto sborsavano fino all’anno precedente. «Esatto - spiega Montesano - procederà con i solleciti di pagamento e, in un secondo momento, con la riscossione coattiva, se necessaria». L’esponente della giunta Cosolini aggiunge poi sulla questione Tari: «Stimo che una cifra fra i due e i tre milioni di euro relativa ai mancati pagamenti sia collegata a una parte di bollette da ricalcolare perché basate sulla situazione di inizio anno quando invece nel corso dei mesi qualcuno ha venduto e/o comprato casa, con conseguenti modifiche sui tributi. Certo, poi c’è una componente di pagamenti non effettuati».

La Tasi Le buone notizie, in termini di denari che entrano nelle casse comunali, arrivano alla voce Tasi: per il 2015 sono stati riscossi, nello specifico, 25.294.937,05, numero che coincide perfettamente con quanto calcolato dagli uffici e che è risultato addirittura superiore ai 24 milioni e 900mila euro indicati nel bilancio di previsione. Peraltro, a quanto incassato per il 2015, si sono aggiunti nell’arco dei dodici mesi passati altri 632.441,82 euro di Tasi dovuti per il 2014 ma introitati dal municipio in ritardo, evidentemente non per propria volontà. È proprio grazie alla Tasi che la differenza negativa innescata dalla Tari sul totale dei tributi attesi/riscossi viene lievemente limata, passando a 7 milioni e 168mila euro abbondanti. Ritornando al totale Tasi del solo 2015, la fetta più consistente l’ha propiziata il capitolo dell’abitazione principale: oltre 22 milioni, come riporta il grafico qui sopra. A seguire, i tre milioni e 139mila euro conteggiati per gli altri fabbricati, «tra i quali quelli delle imprese che per una parte pagano l’Imu e per un’altra appunto la Tasi», specifica Montesano. Poi, i quasi novemila euro da fabbricati rurali, 755 euro da aree fabbricabili e 524,60 da interessi e maggiorazioni. Un quadro che certamente si modificherà per il 2016: da quest’anno infatti è stata abolita la Tasi sull’abitazione principale, la cosiddetta “prima casa”, con l’unica eccezione degli immobili di lusso. Ne deriva, in prospettiva, che in Comune non approderanno indicativamente altri 22 milioni: ci penserà tuttavia Roma, grazie a un equivalente trasferimento statale, a non penalizzare l’ente locale.

L’Imu Infine, il versante dell’Imu: partita da 49 milioni e poco più per l’annata scorsa, con il Comune che ha incassato pure una quota di arretrati arrivando così a ricevere 50 milioni e 781mila euro. Non troppo distante dai 50 milioni e 900mila messi in preventivo nelle elaborazioni degli uffici comunali. Mancano, in sintesi, meno di 120mila euro. Anche in questo caso, si procederà agli accertamenti e ai controlli del caso, incrociando in primis i riscontri dei versamenti con le iscrizioni degli immobili nelle banche dati. Fermo restando che, sottolinea ancora l’assessore Montesano, «l’attività accertativa è sempre in atto». Scorrendo le diverse voci d’entrata in cui si articola quanto ottenuto dall’Imu, al top gli “altri fabbricati” laddove sono stati sfiorati i 47 milioni, e poi nell’ordine le aree fabbricabili con 901mila euro, le abitazioni principali con 753mila, i ravvedimenti operosi (cioè le correzioni in corsa messe a punto direttamente dai contribuenti) con 430mila euro, i terreni con altri 41mila e infine i 316 euro di interessi e sanzioni.

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