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E intanto Capodistria corre veloce

I volumi dei traffici dicono che il porto della vicina Slovenia è in crescita

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I porti di Trieste e Capodistria hanno chiuso il 2015 con segni opposti sul volume dei traffici rispetto all'anno precedente e, in attesa dei bilanci ufficiali, appare chiara la crescita del porto sloveno, che non accenna a fermarsi nemmeno nei prossimi anni. Secondo le ultime stime Trieste chiude il 2015 con un troughput (volume di merci trattato) negativo rispetto al 2014 raggiungendo i 501.276 teu a fronte dei 507.000 dell'anno scorso (fonte www.infomare.it porto Trieste traffico anno 2015). Secondo il bilancio mantiene tuttavia il primato in termini di tonnellaggio totale nella classifica italiana, ma marca ancor di più il distacco con il porto di Capodistria , primo terminal container dell'Adriatico, che, al contrario, conclude un anno strepitoso.

A novembre, come riporta il sito ufficiale ww.luka-kp.si, è stata infatti superata la cifra storica dei 700.000 teu per un totale record di 20.000.000 tonnellate di merce. Anche il mercato delle auto ha registrato il sorpasso delle 600.000 automobili di oltre 30 marchi (tra i quali spiccano Hyundai e Volkswagen) movimentate da tutto il mondo e si prepara a crescere ancora nel 2016 grazie al nuovo patto stipulato con Mercedes-Benz. Il trend di crescita tuttavia promette di non fermarsi nei prossimi anni. Il piano industriale 2016 da 78,9 milioni di investimenti è stato infatti approvato il 18 dicembre 2015 dal governo sloveno. Esso prevede per il porto di Capodistria, cui sono destinati 42 milioni (53,2% del totale), il raggiungimento di un troughput di 1,3 milioni di teu nel 2022. Il programma di investimenti prevede: l'acquisto di nuove maccchine per lo stoccaggio e lo stivaggio delle merci e di gru per il trasporto, la costruzione di tre serbatoi , la realizzazione di un magazzino da 16.000 metri quadrati , l'allungamento della banchina di 100 metri , portandola così a 700 metri. Il dragaggio del fondale fino a 15 metri che è stato portato a termine il 20 novembre e l'acquisto di 11 nuove gru del 9 novembre 2015 rientrano nel progetto iniziale.

Quali le ragioni di tale divario tra Capodistria, che registra aumenti di traffico fino al 20% ogni anno, e Trieste, che chiude con un -0,9% nel settore container?

Anzitutto la Slovenia punta molto su Capodistria in quanto unico sbocco sul mare del paese, ma è la differenza di costi a dettare la differenza. Un lavoratore italiano costa mediamente il 40% in più di uno sloveno, l'elettricità il 36%, il gasolio il 30%, le tariffe portuali il 25%, tanto che per formare uno treno merci, che in Italia costa circa 2300 euro, in Slovenia se ne spendono 570. Non è forse il caso di cambiare qualcosa per il futuro di Trieste?

Francesco Palcic

IV C

Liceo Oberdan

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