Comune di Trieste sotto accusa per “strage di ratti”

uno degli avvisi della campagna di dearattizzazione in corso a Borgo San Sergio

La campagna di disinfestazione scatena un’insolita rivolta. Più di trecento mail di protesta: «C’è chi evoca il genocidio»

TRIESTE Chi ha avuto modo di conoscere l’assessore comunale all’Ambiente Umberto Laureni sa che non risponde all’identikit del “losco figuro”. Eppure agli occhi di molti dei circa trecento triestini che hanno scritto mail di protesta al Comune sarebbe nientemeno che il mandante di una strage. La strage delle “pantigane”.

La campagna di derattizzazione lanciata dall’amministrazione per porre un freno al proliferare dei più classici infestatori urbani ha scatenato infatti le ire di molti animalisti. La vicenda è emersa in Consiglio comunale grazie a una domanda di attualità presentata dai consiglieri del Pd Angelo Dadamo e Angelo Curreli: «I sottoscritti consiglieri comunali, a seguito delle ricorrenti segnalazioni riguardo un sensibile aumento degli avvistamenti di ratti in superficie verificatisi in diverse zone della città (borgo San Sergio, San Giacomo...), chiedono di conoscere quali siano i provvedimenti messi in atto dall’amministrazione al fine di contrastare il fenomeno denunciato».

L’assessore, in risposta, ha spiegato che la vicenda, «messa bene in evidenza da un articolo del Piccolo», è seguita «con attenzione». «C’è tuttavia una comunità che ci contatta e ci chiede di non adottare metodi cruenti per controllare la popolazione dei ratti» ha aggiunto Laureni.

A margine dei lavori dell’aula l’assessore ha chiarito: «Ci sono arrivate circa trecento email, contenenti sempre lo stesso testo, in cui si chiede di procedere alla risoluzione del problema senza nuocere ai ratti. Tutto bene, anche se negli incipit tanti mittenti hanno aggiunto frasi pesanti, ne ho letta una in cui si diceva che chi comincia con la violenza sugli animali finisce per organizzare i treni piombati per Auschwitz».

Un’accusa, quella del potenziale spirito genocida, che per l’assessore e i suoi collaboratori pare un tantinello esagerata. In aula Laureni, dopo aver spiegato quali iniziative intende prendere il Comune contro i comportamenti che favoriscono il proliferare dei ratti, ha comunque garantito che «alle mail risponderemo con una nota cumulativa nella quale ribadiremo l’impegno a garantire una rigorosa derattizzazione a cui assoceremo il controllo contro lo smaltimento scorretto dei rifiuti e contro chi alimenta i gatti e lascia alla fine gli avanzi in strada. I ratti tendono a mangiare questi e rifiutano le esche».

Ha aggiunto ancora Laureni: «La derattizzazione che il Comune da tre anni ha ereditato dall’Aas viene svolta con metodi che sono stati consigliati dalla stessa azienda sanitaria. Resta primario l’impegno contro il proliferare dei ratti per contrastare la preoccupazione della gente».

Secondo il Comune una delle ragioni dei numerosi avvistamenti può essere il caldo inusuale di quest’inverno che spinge i ratti a uscire prima dai loro rifugi. Pensando alla “Peste nera”, per concludere, vien da pensare che in fatto di stermini uomo e ratto se la giochino quasi alla pari.

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