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Ex caserme e trincee ripristinate dai profughi

Palmanova, Torviscosa, Bagnaria, Ruda e Campolongo affidano i lavori a 47 ragazzi afgani e pakistani

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PALMANOVA. La manutenzione e il ripristino dell’ex caserma Jesi e dell’antica amideria Chiozza a Ruda, il recupero della trincea Battisti a Tapogliano, la pulizia e salvaguardia della cinta bastionata a Palmanova rappresentano gli interventi più significativi che vedranno coinvolti 47 ragazzi afgani e pakistani ospiti nelle strutture alberghiere della città stellata. I progetti di integrazione per gli extracomunitari e le firme dell’accordo tra i sindaci dei cinque Comuni coinvolti, le associazioni di volontariato e il Comitato della Croce rossa della Fortezza, che coordina ogni iniziativa, sono stati illustrati e apposte al municipio di Palmanova alla presenza del prefetto di Udine Vittorio Zappalorto e per la Questura da Stefano Pigani, responsabile dell’immigrazione.

I comuni di Palmanova, Torviscosa, Bagnaria Arsa, Ruda e Campolongo-Tapogliano hanno dunque promosso questa importante collaborazione per la realizzazione dei progetti finalizzati a contrastare le criticità che derivano dalle misure di accoglienza di cittadini extracomunitari, tutti presenti alla riunione. Oltre agli interventi “sul campo” i profughi potranno anche accedere a percorsi educativi che si concretizzeranno con corsi di lingua, laboratori e altre attività. Per i sindaci di Torviscosa Roberto Fasan, di Bagnaria Arsa Cristiano Tiussi e di Palmanova Francesco Martines si tratta di rinnovare l’esperienza dell’anno scorso che si è rilevata, anche se con quale piccolo problema, efficace. A questi si sono allineati Palmina Mian, sindaco di Ruda e Cristina Masutto, sindaco di Campolongo-Tapogliano che hanno accolto la possibilità di inserirsi nel progetto. «È questo il secondo protocollo che si attiva a Palmanova - ricorda Zappalorto - I sindaci hanno capito il problema relativo all’immigrazione e si stanno impegnando affinché l’accoglienza di questi giovani possa risultare meno impattante e più serena». Il prefetto, rivolgendosi ai profughi, ha ricordato loro che l’accoglienza non rappresenta qualcosa di scontato, ma si deve conquistare e per questo li ha esortati a rispettare le regole e ad aiutare i sindaci, con un comportamento adeguato, ad accoglierli sempre meglio. Denis Raimondi, presidente del Comitato della Croce rossa ha sottolineato una compartecipazione di associazioni di volontariato unica e mosso un plauso alle forze dell’ordine.

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