Alla scoperta di 28 tesori con il Fai VIDEO E FOTO

Il Porto Vecchio di Trieste

Il 19 e 20 marzo tornano le “Giornate di primavera”. Tra le visite top Porto vecchio di Trieste e Gemona

TRIESTE. Un metaforico fil rouge lega Trieste e Gemona. Perchè è indubbio che saranno loro al centro delle Giornate Fai di Primavera, la cui 24ma edizione è in programma sabato 19 e domenica 20 marzo. Lo ha ricordato ieri mattina Tiziana Sandrinelli introducendo l’evento che in Friuli Venezia Giulia, l’anno scorso, aveva totalizzato oltre 15mila visitatori nei 21 beni aperti nelle 4 province.

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Per due giorni, come ogni anno, i visitatori avranno la possibilità di scoprire luoghi insoliti, che solitamente non si possono visitare. A livello nazionale il 2016 prevede oltre 900 visite straordinarie a contributo libero in 380 località in tutte le regioni d’Italia. Le Giornate Fai di Primavera si confermano così il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali.

Ma saranno due, come detto, le località in cui le Giornate Fai di Primavera avranno un significato particolare: a Trieste, verrà aperto il Porto Vecchio, sia nella parte doganale in cui vige ancora il regime di Punto Franco, sia in quella in cui già vige la sospensione, in particolare gli edifici del Magazzino 26, della Centrale Idrodinamica e della Sottostazione Elettrica.

Un progetto realizzato grazie al sostegno dell'Autorità Portuale di Trieste, del Comune di Trieste e della Provincia di Trieste, che renderà visitabile anche aree che pochissime persone hanno avuto modo di visitare nel corso degli anni. Nella parte doganale la visita sarà effettuata a bordo di bus in partenza ogni 15 minuti, dalle 9 alle 17.15, da Largo Santos fino al Magazzino 26. Visto il regime intermedio ancora vigente in quell’area, la prassi per registrarsi è un po’ complessa. In particolare sarà obbligatorio prenotarsi via email a gfpfvg@gmail.com o via tel 340-7546609 e 344-1591866 (da lunedì a venerdì, orario 9.30-13 e 15-18) fornendo nome, cognome, luogo e data di nascita, estremi del documento di identità in corso di validità (solo carta d’identità e passaporto, no patente). Le richieste saranno accolte fino a esaurimento dei posti disponibili.

A Gemona del Friuli, invece, ci sarà un percorso, sviluppato in collaborazione con il Comune, per celebrare il 40° anniversario del terremoto, come ha ricordato ieri l’assessore regionale Gianni Torrenti, e per raccontare la storia del sisma e della ricostruzione, con l’apertura del Convento di Sant’Antonio, il Duomo di Santa Maria Assunta e il suo Lapidario, il Convento di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa Di Santa Maria Del Fossale, il Castello e il Lab Terremoto.

Anche quest’anno in regione il catalogo delle aperture è molto vario e ricco di proposte con 28 visite straordinarie a contributo libero e 3 aperture esclusive per i soci Fai in 8 località: Capriva del Friuli, Cividale del Friuli, Gemona del Friuli, Gorizia, Palmanova, Pordenone, Trieste e Udine. Si tratta di luoghi che rappresentano vari aspetti della regione, dall’arte all’industria, dalla vita sociale al paesaggio, resi fruibili ai visitatori grazie all’impegno e alla disponibilità di circa 200 volontari e di mille apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole superiori appositamente formati dal Fai, dai loro professori e da esperti storici e storici dell’arte.

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