Costituito il Centro di ricerca sull’amianto

Hanno aderito tre Dipartimenti dell’Università di Trieste. Nove i rappresentanti designati nel nuovo Comitato

È stato costituito il Centro interdipartimentale per la ricerca multidisciplinare sull’amianto. Vi hanno aderito tre Dipartimenti dell’Università di Trieste, con la nomina di 9 rappresentanti del neo Comitato. La comunicazione ufficiale pervenuta al sindaco Silvia Altran, a firma del rettore professor Maurizio Fermeglia, è del 2 marzo. La costituzione del Cirma, dunque, segna l’avvio operativo del Centro, nato dopo la messa a disposizione da parte del Comune di Monfalcone di 140mila euro frutto della transazione con Fincantieri, in ordine alla rinuncia dell’ente locale di costituzione di parte civile ai processi per le morti di amianto.

Al Cirma hanno aderito il Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e della salute, rappresentato da Massimo Bovenzi, Fabrizio Zanconati e Gianluca Turco, il Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche, con Gianpiero Adami, Pierluigi Barbieri e Tatiana Ros, nonchè il Dipartimento di Scienze della vita rappresentato da Giovanna Maria Pelamatti, Violetta Borrelli e Guidalberto Manfioletti.

Si tratta di un passo importante, che dà corpo al Centro, a fronte di una specifica programmazione.

Il principio di fondo è quello di condividere un percorso dedicato al tema-amianto, trattato su molteplici piani, dalla ricerca all’assistenza previdenziale, alla presa in carico dei pazienti malati ed esposti all’amianto sotto il profilo clinico-sanitario e di sostegno psicologico dei famigliari.

Da qui la volontà di creare un vero e proprio asse tra il Crua, recentemente inaugurato al San Polo, e il neocostituito Cirma. Una sorta di “piattaforma collaborativa” coinvolgendo anche l’Istituto Superiore di Sanità. Proprio oggi il sindaco Silvia Altran incontrerà alle 12.30, la responsabile del Dipartimento ambiente e prevenzione primaria dell’Istituto, Loredana Musmeci, che aveva peraltro già dato la disponibilità dei propri esperti al fine di condividere in modo organico e coordinato l’approccio al complesso problema dell’amianto.

Non solo. Il professor Luciano Mutti, titolare, presso la Salford University di Manchester, della cattedra di ricerca sul cancro, ha espresso la propria disponibilità a collaborare a questo importante progetto.

Mutti è componente della Task Force Ers-Eats che sta redigendo le linee guida della European Respiratory Society e della European Society of Thoracic Surgeons for the management of malignant pleural mesothelioma, e nel 2009 ha collaborato alle linee guida europee vigenti per il mesotelioma e sta elaborando anche quelle che saranno licenziate nel 2017.

Il Centro interdipartimentale per la ricerca multidisciplinare sull’amianto ha anche individuato le proprie finalità: la promozione della ricerca epidemiologica e clinica sulla prevenzione, diagnosi e terapia delle patologie amianto correlate, la ricerca di base e preclinica sui meccanismi molecolari della tossicità delle fibre di amianto e di altri particolari, la ricerca traslazionale in ambito biomedico sul tema amianto secondo le logiche di rete e sulla base di strategie e indirizzi internazionali, nazionali e regionali.

Rientra anche la promozione di attività di ricerca in ordine alla valutazione dell’impatto ambientale dei materiali e manufatti di amianto con lo sviluppo di nuove tecniche di inertizzazione, oltre alla promozione e al coordinamento della collaborazione dell’Ateneo con altri enti pubblici internazionali, nazionali e regionali.

Infine, l’aspetto della promozione della ricerca di fondi e di finanziamenti anche da soggetti pubblici e privati e l’azione divulgativa.

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