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Slovenia, niente vignetta? Multa e via i documenti

Le disavventure di due automobilisti italiani: oltre ai 150 euro di sanzione il sequestro di patente e carta di circolazione

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Il cartello che ricorda l'obbligo di vignetta sulle autostrade slovene 

TRIESTE L’odiata “vignetta” miete altre due vittime, un automobilista goriziano, il consigliere comunale Francesco Piscopo (Fi) e una triestina, Claudia Fortuna, entrambi finiti nel mirino degli inflessibili addetti della Dars, la società che ha in gestione le autostrade slovene. Il consigliere comunale non ha difficoltà a raccontare la sua piccola odissea. «È accaduto nei giorni scorsi, avevo appena oltrepassato l’ex valico di Fernetti», esordisce. «Sono stato fermato, mi hanno detto, per un normale controllo dagli uomini della Dars. La “vignetta” l’avevo comprata da poco ma non l’avevo esposta per una mia dimenticanza. Era appoggiata sul cruscotto dell’auto. Ma non c’è stato niente da fare. Non hanno voluto sentire ragioni e mi hanno fatto il verbale».

L’infrazione è stata punita con multa di 150 euro. «Non avevo tutti quei soldi con me», riattacca. «Volevo fare un salto al più vicino bancomat per risolvere la questione. Niente da fare, mi hanno sequestrato tutti i documenti: carta di circolazione, patente e carta d’identità. Un abuso, in Italia queste cose non si possono fare. Io sono un finanziere e conosco la legge, al massimo si procede con il fermo amministrativo del mezzo. Avrei capito se mi avessero trattenuto la carta di circolazione, ma non tutti i documenti. Mi hanno poi consegnato un verbale in sloveno con scarsissime indicazioni su dove poter poi farmi restituire le carte. Dopo tre giorni ho versato la somma tramite bonifico bancario e mi sono fatto tradurre il verbale da amici sloveni. Dovevo recarmi in un ufficio dalle parti di Cosina e questo mi ha costretto ad acquistare un’altra vignetta settimanale per non prendere un’altra multa. Oltre il danno la beffa», conclude Piscopo.

Più o meno la stessa disavventura è capitata alla triestina Claudia Fortuna. Lei la “vignetta” non l’aveva mai acquistata ma non aveva intenzione di imboccare l’autostrada. È stata tradita da una segnaletica poco chiara, sottolineano alcuni suoi conoscenti. Fatto sta che nei pressi di Isola è stata fermata dagli zelanti addetti della Dars, i quali le hanno elevato la multa di 150 euro ritirandole, anche in questo caso, tutti i documenti perchè non era in possesso di tale cifra. Una volta effettuato il pagamento, è stata quindi costretta a tornare in Slovenia facendosi accompagnare con un’altra auto perchè la sua non poteva guidarla senza i documenti e così ha riavuto le sue carte non senza prima aver acquistato la “vignetta”.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale forzista Rodolfo Ziberna al quale erano stati segnalati i due casi: «Sono state violate le norme del buon senso anche quelle del diritto comunitario. Ecco perché ho chiesto in un’interrogazione alla presidente Debora Serracchiani, visti i frequentissimi rapporti tra la nostra regione e la Slovenia, di intervenire per affermare la reciprocità di trattamento. È opportuno precisare – afferma Ziberna - che in Italia le violazioni commesse da uno straniero al codice della strada, ai sensi dell’art. 207 dello stesso codice, non è ammesso il ritiro dei documenti di circolazione, tranne in casi eccezionali, né tanto meno dei documenti d’identità e/o di espatrio, poiché ciò limiterebbe il diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri». (m.c.)

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