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Cosolini: «Russo fa il gioco del centrodestra»

Il sindaco uscente attacca il suo sfidante durante il brindisi in vista delle primarie: «Sbaglia a denigrare la mia giunta perché dà una mano agli avversari»

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Roberto Cosolini durante l'intervento al Molo Quarto (Bruni) 

TRIESTE «Francesco, sbagli». Roberto Cosolini, dal palco del Molo IV, non riesce a mantenere lo spirito anglosassone e alla fine si sfoga contro il senatore del suo stesso partito, Francesco Russo, che l’ha costretto ai supplementari delle primarie per conquistare il voto di giugno. «Francesco, sbagli» ripete il sindaco almeno tre volte di fronte a una platea di trecento persone prima del brindisi finale con prosecco e buffet a base di cotto senape e cren.

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«Francesco sbagli: non tanto per aver trattato la Città metropolitana come panacea di qualsiasi male; non tanto per aver tirato fuori sondaggi che comunque ti davano perdente, pesantemente perdente; non tanto per voler sempre rivedere le regole del gioco da quando hai proposto le primarie, chiedendo o il canestro più grande o il campo più corto; non tanto per aver detto “sono stato costretto a firmare il programma di coalizione”, che è della coalizione appunto. Il programma del centrosinistra è una cosa seria».

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E perché allora? «Come si fa a definire l’attuale giunta piatta, lenta, ordinaria amministrazione? Lunedì, cosa vai a raccontare alla gente del centrosinistra? “Scusate per 5 anni ci siamo sbagliati adesso si riparte”. Se passa la tua linea a giugno vince il centrodestra» attacca il sindaco tra gli applausi dei suoi assessori presenti in massa assieme a tutta la nomenclatura del Pd triestino.

“Io dico che è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati” cantava Fabrizio De Andrè. “Incontriamoci” era l’invito del sindaco «per un saluto e un brindisi insieme in vista della primarie di domenica 6 marzo». O meglio, reincontriamoci visto che un appuntamento al Molo IV si era già consumato venerdì 13 novembre, il giorno degli attentati di Parigi. “Avanti tutta! Continuiamo sulla giusta rotta” era lo slogan dell’avvio della campagna elettorale. E allora il senatore Russo era uno dei quattro testimonial della serata di lancio cosoliniana. «A novembre era qui con noi, poi ha cambiato idea» ricorda caustico Cosolini.

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«Incontriamoci per condividere le cose che abbiamo fatto in questi 5 anni e le cose che faremo nei prossimi 5. Abbiamo seminato tanto, ora è il momento di raccogliere i frutti. Non fermiamo il cambiamento» si legge sull’invito al brindisi. «Scrocca l’aperitivo a Cosolini» era invece la traduzione in rete dell’evento al Molo IV. L’aperitivo gratis non ha attirato folle oceaniche. I trecento noti. Restano vuote parecchie sedie e l’età media è più alta di quella di Trieste.

A introdurre la serata Alessandro Mizzi del Pupkin Kabarett. «Sono arrivato con i bus metropolitani» attacca. Nessuno ride. «Non sono qui per parlare di politica, quindi parlerò del Pd» insiste. Anche questa battuta cade nel vuoto. Va meglio con il sogno di Trieste nel 2050 completamente pedonalizzata «tranne via Mazzini». L’assessore Elena Marchigiani ride di gusto.

Mizzi lascia il palco a Cosolini portandosi dietro gli appunti del sindaco che comincia con la telefonata al candidato del centrodestra Roberto Dipiazza ricoverato a Cattinara: «Gli ho augurato una pronta guarigione. Non auguro però a Trieste che lui ritorni sindaco: si preannunciano altri 10 anni di galleggiamento nell’immobilismo».

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Finale rock della campagna delle primarie domani sera al Café Rossetti a partire dalle 22. «Molti a Trieste sono terrorizzati di perdere un sindaco rock. Dipiazza e Russo non sono rock» assicura Cosolini sulle note di “Born to Run” di Bruce Springsteen (non si conoscono i gusti musicali di Paolo Menis del M5S).

E visto che Cosolini, con l’entrata in scena di Russo, non può fregiarsi del titolo di candidato del Pd, può consolarsi con quello di candidato di Sinistra ecologia e libertà. O perlomeno di quella parte di Sel che è rimasta attaccata al centrosinistra triestino. Il sindaco, ironia della sorte, voterà domenica proprio nel seggio delle primarie allestito nella sede di Sel di via Martiri della Libertà 18. E Sel, promotore controvoglia delle tardive primarie del centrosinistra, non presenta alcun candidato. «Cosolini ha saputo coniugare lo sviluppo economico con le politiche sociali. Ha riportato Trieste al centro di un’area danubiana» spiega Sabrina Morena, coordinatrice provinciale di Sel. «Le primarie non servivano, ma sono nel nostro dna. A Muggia le abbiamo vinte con Laura Marzi» aggiunge Morena. E ora Sel potrebbe vincerle anche a Trieste con il candidato Cosolini.

«Non ci parevano necessarie le primarie. Ma adesso che ci sono invitiamo tutti gli elettori di sinistra a votare per Cosolini» aggiunge il consigliere regionale Giulio Lauri “fedele” al Pd e al centrosinistra. «A Trieste è cominciato un cambiamento che deve continuare dopo 10 anni di immobilismo e politiche dei veti incrociati» spiega Lauri a cui scappa involontaria l’unica citazione per l’avversario delle primarie parlando di Porto Vecchio. «Un’area che ritorna alla città con l’aiuto di Francesco Russo». Solo due appunti al candidato Cosolini. «Sulla cultura si può fare di meglio rispetto a 4 assessori in 5 anni» ammette Lauri. «Faccio appello agli elettori di sinistra di venire a votare domenica» chiede Fabio Vallon. «Mi avete convinto. Verrò a votare qui domenica» scherza il candidato Cosolini presente alla conferenza stampa. «Vincere le primarie di domenica ci dà la possibilità di battere Dipiazza a giugno» incita il sindaco. Sembra che sia l’ex sindaco l’avversario da battere.

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