Cattinara congela il taglio dei posti letto

L'Ospedale di Cattinara

Il commissario Delli Quadri rassicura: «Nel 2016 non tocco nulla. Priorità alla ristrutturazione. Undici assunzioni in arrivo»

TRIESTE L’Azienda ospedaliera e sanitaria annuncia nuove assunzioni, undici in tutto tra infermieri, tecnici di Radiologia, anestesisti e Oss, e rimanda a data da destinarsi i tagli ai posti letto. Ottanta in meno, tanti erano programmati per il 2016 per effetto della riforma Serracchiani-Telesca. Poi passati a quaranta, come rivela il commissario straordinario Nicola Delli Quadri, dopo una serrata contrattazione con la giunta regionale. Che, evidentemente, è tornata sui suoi passi. «La Regione ha considerato che Trieste ha già dato e ha rivisto i numeri» ha spiegato Delli Quadri. Ma non se ne farà comunque nulla, almeno nel 2016. «Non è nei miei programmi attuali, non ci sto neppure pensando», ha dichiarato il manager in una conferenza stampa organizzata per «fare verità» su polemiche e accuse innescate dai sindacati e dal centrodestra in seguito alla decisione di accorpare le due Chirurgie di Cattinara, quella ospedaliera e quella universitaria, affidando la direzione a Nicolò de Manzini. Stesso discorso per l’Ortopedia, assegnata anche in questo caso sotto un unico primariato nelle mani di Luigi Murena.

La frenata sui posti in corsia ha un motivo: l’imminente ristrutturazione dell’ospedale e la costruzione della nuova sede del Burlo. L’avvio dei lavori attende la sentenza del Tar sul ricorso presentato dalle società che si sono classificate al secondo e al terzo posto nella gara. Con l’apertura dei cantieri, che comporterà un complesso trasloco di reparti e pazienti, la questione posti letto per il momento è stata accantonata.

L’operazione resta comunque nelle previsioni della riforma, basti pensare che nel 2015 la dirigenza ospedaliera aveva già ridotto gli spazi di 28 unità nell’ambito del trasferimento dell’Unità di bassa intensità dal Maggiore a Cattinara. «Un’ulteriore diminuzione - ha precisato Delli Quadri - è condizionata dalla riqualificazione. Adesso ci stiamo concentrando su come liberare cinque piani». Si partirà dalla Torre Medica, dall’alto. «Va però detto che l’attività e l’efficienza di un ospedale non si misurano sul numero di letti - ha commentato de Manzini - quindi la cittadinanza non deve temere se in futuro si attuerà una parziale diminuzione».

Non è ancora chiaro, tuttavia, quali saranno esattamente i reparti interessati, tanto meno i tempi. «C’è una legge regionale che prevede l’applicazione degli standard nazionali - ha osservato Roberto di Lenarda, direttore del Dipartimento universitario clinico di Scienze mediche e chirurgiche - con la previsione di una riduzione. Dalla Regione ci è stato detto che possiamo attuare una deroga sugli 80 posti programmati, portandoli a 40. Ma il vero nostro obiettivo è riuscire a rispondere alle necessità dei pazienti. Ciò avviene aumentando le prestazioni e la loro qualità nell’ambito di un’ottimizzazione della sale operatorie ed evitando le duplicazioni. Ma anche intervenendo sulle degenze inappropriate. Faccio un esempio: per togliere un dente prima ci voleva una decina di giorni di lista di attesa, ora si fa in ambulatorio. Ed è un’enorme soddisfazione poter affermare che l’attività assistenziale delle strutture universitarie è ottima. La falsa polemica sulla tesi secondo cui l’università fa solo didattica è basata sul nulla».

Novità sul fronte delle assunzioni: il management intende ingaggiare nei prossimi mesi 6 infermieri, 2 anestesisti, 2 Oss e 1 tecnico di Radiologia. Parte del personale sarà impiegato soprattutto nell’attività di sala operatoria, in particolare per l’Ortopedia. «In Friuli Venezia Giulia - ha voluto puntualizzare ancora Delli Quadri - non esiste assolutamente il blocco del turnover, c’è solo l’obbligo di mantenere la spesa ai livelli del 2012, con un -1%. Ma va ricordato, oltre al personale che intendiamo prendere, che nelle Medicine siamo già riusciti ad assumere 2 medici in più, oltre agli Oss».

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