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Appalti, il processo a Gorizia rischia di naufragare

Il presidente del Tribunale Sansone costretto al rinvio per la partenza di un altro giudice. Imputati di turbativa d’asta 26 imprenditori

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Il presidente del Tribunale Giovanni Sansone 

GORIZIA Le accuse mosse dalla Procura della Repubblica sono associazione a delinquere e turbativa d’asta. Sono 26 gli imputati, rappresentanti e collaboratori delle maggiori imprese edili del Friuli Venezia Giulia e Veneto. Sotto esame 26 appalti per opere pubbliche che si sospettano “truccati”, ovvero spartiti tra le imprese coinvolte. È uno dei processi più importanti in corso al Tribunale di Gorizia. Una ventina le udienze già consumate. Per rendere l’idea del peso del procedimento basta ricordare che in aula la Procura stava sviscerando la bellezza di oltre 3000 ore di intercettazioni telefoniche tra gli imputati, avvenute da metà 2010 alla fine 2011, periodo in cui erano stati assegnati i lavori degli appalti sotto esame.

Imputati difesi da una trentina di avvocati, tra i quali i più collaudati professionisti della regione. Uno sforzo immane sostenuto da Procura e polizia giudiziaria. Uno sforzo, anche questo, che rischia di essere vanificato vista la precaria situazione del Tribunale di Gorizia.

Ieri pomeriggio nell’aula dell’ex Corte d’Assise, dov’era in programma l’ennesima udienza, è successo un fatto che dà l’esatta fotografia della situazione in cui si dibatte il Palazzo di giustizia, sponda magistratura giudicante.

Dopo che il giudice Concetta Bonasia (a latere Ferretti e Rozze) ha rinviato il processo, richiamandosi a un ordine di servizio emanato proprio ieri mattina, ha preso la parola il presidente Giovanni Sansone che ha spiegato agli avvocati (presenti in quattro tra i quali Lazzeri con delega degli altri) che il Tribunale non è in grado di celebrare tutti i processi.

«Mi dispiace - ha detto Sansone - ma è giusto che ci metta la faccia per spiegare la situazione». Gli avvocati hanno apprezzato. Questo processo, come tanti altri, rischia di estinguersi per prescrizione i cui termini scatteranno in autunno.

L’ordine di servizio firmato da Sansone, con l’accordo del procuratore capo Lia e dei presidenti dell’Ordine degli avvocati e della Camera penale Gaggioli e Marchiori, si rifà alla delibera del 25 febbraio relativa al trasferimento al Tribunale di Fermo del giudice Francesco Ferretti che fa parte dell’organo collegiale in sostituzione della giudice Clocchiatti, assente fino a marzo 2017 per maternità.

Nel tentativo di salvare il salvabile Sansone ha individuato 11 processi che verosimilmente l’organo collegiale dovrebbe portare a sentenza entro la fine di aprile, data di partenza di Ferretti. I processi sono per reati piuttosto gravi: prostituzione, immigrazione, riciclaggio, droga, rapina e violenza sessuale. Sono procedimenti che si trovano in uno stato avanzato. Certo, tutti gli altri, altrettanto importanti, slittano di mesi. Rinvii disposti senza tuttavia avere certezza che alla data prefissata gli organi competenti avranno provveduto a inviare a Gorizia altri giudici. L’aria che si respira nel Palazzo di giustizia è pesante. La Procura, al massimo dell’organico, non può fare altro che subire la situazione. Gli avvocati sono disorientati, c’è in ballo la futura sopravvivenza di molti di essi perché l’eventuale accorpamento del Tribunale di Gorizia a quello di Trieste li metterà nelle condizioni di misurarsi con una concorrenza molto agguerrita.

Sansone sta facendo miracoli a mantenere in linea di galleggiamento il Tribunale ma in assenza di provvedimenti immediati e consistenti la paralisi sarà inevitabile. Quanto al processo sugli appalti “truccati” rinviato ieri e di fatto congelato è una fotografia molto inquietante dei lavori pubblici in Friuli Venezia Giulia. Alcuni degli appalti sviscerati nel processo riguardano da vicino l’Isontino e segnatamente i Comuni di Gorizia, Mossa, San Lorenzo. E ancora il Consorzio industriale di Monfalcone, Fvg Strade, il Consorzo boschi carnici, Provincia di Udine. Ramificazioni anche fuori regione: Comune di Trento, Consorzio bonifica Adige Euganeo. Ma lista è molto più lunga. Dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura si delinea il modo di operare di queste imprese. Ad esempio, per accordarsi sul ribasso d’asta da presentare, gli interlocutori intercettati parlavano di quante salsicce da acquistare per una grigliata. Il numero invece, secondo la Procura, stava a indicare l’entità del ribasso da presentare alla gara.

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