In profondo rosso il 2015 di Vard

Un cantiere Vard

La controllata di Fincantieri: ricavi giù del 14%, perdita di 136 milioni di euro

MILANO. Conti in profondo rosso per Vard, la controllata norvegese di Fincantieri quotata alla Borsa di Singapore che produce navi per l'industria petrolifera e del gas. La società ha chiuso l'esercizio 2015 con una perdita di 1,29 miliardi di corone norvegesi (pari a circa 136 milioni di euro), per 474 milioni attribuibili a perdite nette su cambi.

I ricavi, si legge in una nota, sono scesi del 14% a 11,14 miliardi di corone (1,17 miliardi di euro), principalmente a causa della ridotta attività di alcuni cantieri navali in Europa, che risentono del calo di nuovi ordini. L'ebitda è negativo per 321 milioni di corone (33,8 milioni di euro), a fronte di un risultato positivo per 429 milioni nel 2014.

I margini sono stati impattati dalla performance dei cantieri brasiliani mentre il resto del gruppo ha realizzato un ebitda positivo, anche se il sottoutilizzo delle attività europee ne ha ridotto la marginalità. Il portafoglio ordini alla fine del 2015 ammonta a 10,23 miliardi a fronte di 17,74 miliardi alla fine del 2014.

A fronte della crisi del mercato petrolifero, Vard ha annunciato una strategia di «diversificazione» allo scopo di «ridurre la sua dipendenza dalle attività offshore durante la fase di recessione dell'industria» petrolifera. Tra gli obiettivi quello di produrre navi per impianti eolici e acquacoltura in mare aperto ma anche una maggiore integrazione con Fincantieri per entrare nel mercato delle piccole navi da crociera come in quelle da pattugliamento.

A causa del contesto del settore il gruppo stima che i ricavi scendano a quota 8-9 miliardi nel 2016. «Con l'implementazione del nuovo business plan e della nuova strategia, Vard prevede un recupero dei ricavi a 12-13 miliardi di corone, raggiungendo i precedenti massimi entro il 2020, anche grazie a un'attesa ripresa del mercato offshore a partire dal 2018».

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