Trieste, la “seconda vita” della vecchia stazione

Uno dei treni storici al Museo ferroviario

La Fondazione Ferrovie dello Stato investe su Campo Marzio. Allo studio un vero polo museale e un trenino per Miramare

TRIESTE Nel 1958 i passeggeri hanno cessato di animare le sue banchine, mentre fra le traversine dello scalo è spuntata l’erba. L’8 marzo del 1984 è diventata un museo ferroviario, grazie all’intraprendenza e alla passione di un gruppo di volontari. Ora, dopo che una decina di anni fa sembrava destinata allo smantellamento e alla definitiva vendita, la stazione di Campo Marzio si avvia a percorrere i binari della valorizzazione e del rilancio. È quanto emerge da un incontro che ha visto seduti allo stesso tavolo le Ferrovie dello Stato, attraverso la sua Fondazione, la Regione e il Comune di Trieste.

L’incontro segna la svolta per una struttura che potrebbe rappresentare un’arma in più da spendere per il rilancio turistico cittadino divenendo il secondo polo museale di riferimento nel settore, dopo Pietrarsa, a Napoli, e il primo affacciato sull’Adriatico. «La Regione ha sempre puntato sulla riqualificazione dello scalo di Campo Marzio – così la presidente Debora Serracchiani - prendendo già da tempo contatti con le Ferrovie dello Stato che ne sono proprietari». La presenza attorno al tavolo del direttore della Fondazione Fs Luigi Cantamessa dovrebbe rassicurare coloro che potrebbero gridare alla boutade pre-elettorale.

Lo stesso sindaco Roberto Cosolini, presente all’incontro, ha parlato di «primo passo verso il rilancio di una realtà alla quale i triestini guardano da sempre con affetto». L’obiettivo è che l’intervento venga realizzato in tempi stretti, anche se non sono pochi i lavori da effettuare. L’immobile, uno splendido palazzo in stile Liberty, richiede urgentemente un’operazione di recupero che tenga conto dei vincoli architettonici. La priorità, però, sembra essere quella di individuare un progetto di riutilizzo dell’intera area.

Non solo museo, quindi. La stazione potrebbe diventare un contenitore di svariate attività, beneficiando del fatto che ancora oggi i suoi binari risultano allacciati alla rete ferroviaria. Lo stesso ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, di recente, aveva ipotizzato di avviare un collegamento ferroviario con il polo museale di Miramare, andando nel contempo a valorizzare la suggestiva stazione voluta a ridosso del parco dallo stesso Massimiliano d’Asburgo. «I tempi per la realizzazione di un protocollo di intesa con la Regione e le Ferrovie dovrebbero essere brevi – ha assicurato Cosolini - . Abbiamo davanti un interlocutore forte, che per la prima volta ha dimostrato di credere nella valorizzazione e nello sviluppo di Campo Marzio».

I lavori verrebbero gestiti dalle stesse Ferrovie dello Stato, attraverso dei finanziamenti che arriverebbero anche dalla Regione e dall’amministrazione comunale. Il costo dell’intervento dovrebbe aggirarsi sugli 8 milioni. «Attraverso l’interlocuzione con il ministero competente – ha proseguito Serracchiani – valuteremo l’opportunità di accedere a finanziamenti comunitari sia per quanto riguarda la mobilità che per la valorizzazione dei siti di particolare interesse storico e culturale».

«Siamo felicissimi», ha affermato senza mezzi termini Roberto Carollo, responsabile dei volontari del Dopolavoro ferroviario di Trieste. A loro va riconosciuto il merito di aver mantenuto vivo questo luogo che, nel 2015, ha accolto 6400 visitatori. «Pur non disponendo di una struttura professionale alle spalle – ha aggiunto – e nonostante il museo ferroviario sia aperto solo nelle mattinate di mercoledì, sabato e domenica, abbiamo ottenuto degli importanti riscontri in termini di gradimento». I volontari sono disposti a proseguire nell’opera di gestione del museo e a donare a esso la propria collezione che è costata trent’anni di lavoro. Nel loro piccolo sono stati dei precursori, organizzando in quegli spazi conferenze, eventi, concerti, presentazioni di libri, manifestazioni sportive e raduni di auto storiche. «Il riconoscimento del ruolo di Campo Marzio – così Carollo – è un arricchimento per l’intera città».

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