Istria, in vendita a Piedalbona l’ex centrale termica

L’ex centrale termica ora messa in vendita

Costruita nel Ventennio, forniva acqua calda per le docce dei minatori e all’abitato. È rimasta in funzione fino agli anni Ottanta

ALBONA. È in vendita al miglior offerente un tassello della testimonianza storica del Ventennio in Istria: è l'ex centrale termica a Piedalbona ultimamente adibita a officina dell'azienda municipalizzata “1mo Maggio” che intende concentrare le sue attività a Vines e a Cere dove già dispone di alcuni reparti. Come spiega il direttore dell'azienda Alen Golja la mossa è dettata dalla necessità di razionalizzare i costi di gestione e poi aggiunge «l'immobile a Piedalbona trovandosi in centro città, non è la soluzione migliore per il tipo di attività che svolge».

Il concorso per la vendita è stato pubblicato il 16 febbraio scorso e rimane aperto fino al 2 marzo prossimo. Il prezzo di partenza per l'ex centrale che si estende sulla superficie di circa 2.000 metri quadrati è pari a 2,6 milioni di kune, equivalenti pressapoco a 330 mila euro. Come ci ha spiegato il professor Tullio Vorano ex direttore del Museo civico di Albona e profondo conoscitore della storia del territorio, la centrale è rimasta in funzione fino ai primi anni Ottanta dello scorso secolo.

«Forniva l'acqua calda - ha proseguito - alla miniera per le docce dei minatori e a buona parte della cittadina. Poi è stata chiusa poichè troppo costosa e in più si erano verificate delle perdite d'acqua che avrebbero comportato una grossa spesa per i lavori di riparazione».

Interessante la genesi storica di Piedalbona ai piedi del nucleo storico di Albona, analoga a quella della vicina Arsia. Sotto il Regno d'Italia le miniere istriane registravano il progressivo aumento della produzione che si avvicinava al milione di tonnellate all'anno.

Di riflesso c'era bisogno di nuovi lavoratori il cui numero era arrivato a quota 10.000. Proprio per dare una sistemazione ai propri dipendenti l'azienda carbonifera italiana fece costruire due nuovi insediamenti operai. Il primo ad Arsia eretto tra il 1936 e il 1940 su progetto dell'architetto triestino Gustavo Pulitzer Finali e il secondo proprio a Piedalbona, o precisamente a Pozzo Littorio d'Arsia in quanto l'area venne annessa al Comune di Arsia.

La costruzione dell'abitato iniziò nel 1940 e l'inaugurazione si tenne il 20 ottobre del 1942 nella ricorrenza del 20esimo anniversario della Marcia su Roma. La pianificazione urbanistica e la definizione architettonica era stata affidata al giovane e affermato architetto Eugenio Montuori, noto tra l'altro per aver disegnato la facciata della Stazione ferroviaria Termini a Roma.

Complessivamente furono costruiti 600 appartamenti per circa 2.500–3.000 persone suddivisi in tre tipologie: minatori e operai sussidiari, sorveglianti e impiegati, tecnici e ingegneri. Tornando ai giorni d'oggi ci si chiede, che futuro avrà l'ex centrale termica. Tutto dipenderà dai piani dell'acquirente che vincerà la gara e sembra che ci siano diversi interessati.

 

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