Trieste, Cattinara dà l’addio alla Prima chirurgica

Una delle “torri” dell’ospedale di Cattinara. Dal primo marzo scatterà la chiusura della Prima chirurgica

Reparto soppresso dal primo marzo. Allarme dei sindacati sui tagli ai posti letto. «Basta con i blitz, serve un piano organico»

TRIESTE Dopo gli uffici tocca ai reparti. Il secondo round della riforma sanitaria ora punta dritto sulla Prima chirurgica del 14° piano di Cattinara: sarà soppressa a partire dal primo marzo. Il commissario straordinario dell’Azienda Nicola Delli Quadri prosegue nell’operazione accorpamenti tracciata dalla Regione con un’altra tappa. Uno step che innesca nuove polemiche politiche e sindacali, con la Cgil convinta di trovarsi davanti a ulteriori tagli di posti letto.

La tensione, attorno alla legge della giunta regionale, non si placa affatto. Risale a inizio mese la firma per l’unificazione di cinque settori chiave della sanità triestina: il Servizio infermieristico, la Farmacia, la Logistica, la Gestione stabilimenti, l’Informatica e le Telecomunicazioni. Bracci operativi che finora erano suddivisi nei due blocchi separati dell’Azienda ospedaliera e di quella territoriale e che da adesso in avanti faranno capo a uniche direzioni, etichettate “funzioni interaziendali”. Un solo management anziché due.

Nella stessa sede Delli Quadri aveva annunciato l’unificazione delle due Chirurgie (universitaria e ospedaliera) con la direzione di Nicolò De Manzini. Sullo stesso solco, presto, il futuro due Ortopedie, assegnate anche in questo caso a un'unica direzione nelle mani di Luigi Murena. Dalle previsioni si passa alla fase operativa, con ulteriori conseguenze sui posti letto, a sentire la Cgil ma anche Forza Italia, che fin da subito aveva manifestato le proprie perplessità. «La Prima chirurgica di Cattinara cesserà di esistere il primo marzo prossimo, è ufficiale», rileva il consigliere di Fi Bruno Marini in una lunga nota contro la giunta Serracchiani.

«In questo modo tra una settimana sparirà l'unico reparto ospedaliero di Chirurgia a Trieste, e con questo si perderà un patrimonio di conoscenza ed esperienza costruito in decenni di attività, sempre di eccellenza, come dimostrano i dati di performance. Una realtà – insiste Marini – che non viene soppressa perché mal operava, ma semplicemente perché così ha voluto il trio Rotelli Seracchiani Telesca con la famigerata riforma sanitaria, che sta distruggendo la sanità di tutta la regione, ma forse con maggior accanimento verso l'ospedale di Trieste, che sembra essere assai inviso al suddetto trio».

Il consigliere è andato a ripescare le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca. «Aveva assicurato attraverso stampa e televisione che nulla a Trieste sarebbe stato chiuso - ripercorre Marini - ma anzi che grazie a queste razionalizzazioni la sanità sarebbe stata potenziata e i cittadini avrebbero goduto di un servizio sempre migliore, curati a casa o nei centri di assistenza primaria del capoluogo e che l’ospedale, finalmente liberato dai ricoveri impropri, avrebbe trovato le migliori cure i pazienti acuti».

Tutte “bugie e falsità”, rincara il forzista. «Cattinara è un ospedale sempre più carente di medici e infermieri, massacrati dal superlavoro, con tanti pazienti anziani ospiti in reparti non adatti alla loro malattia, liste di attesa per essere operati anche di anni, come accade a Urologia».

La Cgil, che teme pesanti effetti sui livelli di sevizio, entra ancora di più nel dettaglio. «La Prima chirurgica era stata trasferita al 14° piano e accorpata alla Chirurgia generale - ricorda Rossana Giacaz - così facendo sono stati eliminati a ottobre 4 posti letto, perché da 36 siamo passati a 32. Della Chirurgia ora resta solo la parte universitaria, visto che si toglie quella ospedaliera. Ma qual è il disegno generale? - incalza la sindacalista -.

Dal momento che stiamo assistendo a una battaglia tra gli atenei di Trieste e Udine, vorremmo sapere quali alla fine sono i reparti che rimangono da noi. Così sarà pure per l’Ortopedia – lamenta ancora Giacaz – ma sono tutte operazioni che non ci vengono comunicate e che ogni volta apprendiamo dal giornale». Sulla stessa linea la Cisl. «I vertici non ci hanno detto nulla – denuncia Giorgio Iurkic, referente del sindacato per l’Azienda ospedaliera – vorremmo un piano e chiarezza sui posti letto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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