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Cosolini-Russo, la sfida è iniziata. «Ma il male è Dipiazza» VIDEO

Aperte le danze della sfida a due per la leadership della coalizione a guida Pd. Frecciate su fondi europei e città metropolitana. A unirli solo il nemico comune

3 minuti di lettura
Roberto Cosolini e Francesco Russo al Forum organizzato dal Piccolo 

TRIESTE Il ritorno di Roberto Dipiazza? La cosa peggiore che potrebbe capitare a Trieste. Un’autentica piaga d’Egitto. Peggio delle cavallette. Roberto Cosolini e Francesco Russo, avversari Pd alle primarie a sorpresa del centrosinistra del 6 marzo, si sono trovati d’accordo su una cosa al forum organizzato dal Piccolo: l’ex sindaco Dipiazza resta il male assoluto.

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«Quando siamo arrivati nel 2011 la nave era in secca. Quelli di Dipiazza sono stati dieci anni di abile galleggiamento su vacche grasse. Quando si sono fatte alcune scelte quelle hanno generato più che altri problemi. Ne cito una per citarne tante: quella di trasferire un polo museale in via dei Tominz. La città trovata era una città che stava consumando il serbatoio di benzina senza creare nessuna condizione per fare di nuovo il pieno» traduce il sindaco Cosolini che però non ricorda che in via Cumano (nello stesso comprensorio di via dei Tominz) la sua amministrazione ha inaugurato il Museo della guerra per la pace “Diego de Henriquez”. «Ho iniziato a fare il sindaco trovando terra bruciata. Ovvero chi se n’era andato ha bruciato tutti i campi di grano. Così abbiamo dovuto per prima cosa ricreare le condizioni per piantare qualcosa. Non è un lavoro da bacchetta magica o da fuochi di artificio. Non possiamo permetterci che ritorni a governare questa città chi l’ha tenuta immobile per troppi anni» aggiunge il sindaco.

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«Il mio giudizio è assolutamente negativo sui 10 anni che intercorrono tra l’eredità della giunta Illy e il ritorno del centrosinistra cinque anni fa. Trieste era una città tradita. Le potenzialità erano tenute sistematicamente nascoste a favore di piccoli gruppi di interesse, a partire dal Porto con la gestione di Marina Monassi. Dipiazza, che oggi fa finta di fare il decamberizzatore, ha appoggiato, difeso, accompagnato il duo Camber-Monassi negli anni peggiori quando la città ha perso opportunità come l’Expo. È quello che gli rinfaccerò nella campagna elettorale che inizia il 7 marzo» aggiunge Russo che non prende minimamente in considerazione l’idea di perdere le primarie.

«La giunta Cosolini ha lavorato sicuramente meglio della giunta del simpatico Dipiazza che aveva sicuramente molti più soldi e i cassetti ancora pieni dei progetti di Riccardo Illy - riconosce Russo -. Ma questa amministrazione ha la responsabilità di non aver capito che c’erano opportunità nuove visto che arrivavano meno soldi da Roma. Per una città come Trieste si sono aperte grandi opportunità europee che non sono state colte. La giunta Dipiazza dal punto di vista dei fondi europei era a zero. Ma negli ultimi anni il Comune di Trieste non è stato messo nelle condizioni di cogliere queste opportunità. Nella mia amministrazione l’ufficio che si occuperà di fondi europei sarà potenziato e centrale. I soldi ci sono solo che Trieste non ha saputo bussare alla porta giusta. Mi piacerebbe verificare le competenze dell’assessore Roberto Treu». Ma Cosolini non ci sta alla critica “amichevole”: «Sui fondi europei noi abbiamo trovato tabula rasa. Abbiamo dovuto costruire una struttura. La struttura oggi c’è».

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E la città metropolitana? All’origine di queste primarie precoci? «Se ne parla dai tempi di Illy. E se c’era la volontà si poteva risolvere in questi cinque anni in base alle legge Iacop. Ma questo non è stato fatto». La cosa comica è che sotto la proposta di Trieste Metropolitana c’è la firma di Dipiazza (raccolta a domicilio) e non quella di Cosolini. «Io e Francesco ci siamo sempre parlati. Non ho apprezzato il fatto che lui abbia fatto la salita di Grignano. Non ho messo la firma perché non ritengo quella la strada giusta» assicura Cosolini che continua a non dire il motivo ero per cui non ha autografato una proposta che lo trova d’accordo. «L’emendamento Russo l’abbiamo pensato insieme» ammette il sindaco. «Sarà stato fatto anche un lavoro migliore di quello di Dipiazza, ma non era difficile - affonda il senatore -. Ma non ci può nascondere. Sulla Città metropolitana io e Cosolini siamo partiti insieme. L’area metropolitana è quella della Venezia Giulia con Monfalcone e Gorizia. È una ricchezza per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia. Solo che dopo il mio emendamento sono stato attaccato dal consiglio regionale e abbandonato dai vertici del partito e da Cosolini. Debora Serracchiani, Ettore Rosato e Gianni Torrenti sostengono che la città metropolitana non serve. Io non ho paura di fare una battaglia per la mia città anche se Debora Serracchiani si è messa per traverso».

E il ballottaggio che molti pronosticano a Cinque Stelle? «A Trieste oggi sono il primo partito. Ho molto paura che ci possa essere un ballottaggio con loro che incarnano la straordinaria richiesta di cambiamento che c’è nel Paese» conferma Russo. Cosolini no: «Ci sarà un ballottaggio tra il centrosinistra e Dipiazza se sarà il candidato del centrodestra». Ovvero il derby dei Roberti pronosticato a suo tempo proprio da Giulio Camber. Resta il dubbio che entrambi stiano in qualche modo lavorando per l’ex sindaco. Con il rischio che si arrivi a un ballottaggio tra il centrodestra e il M5S. Con il centrosinistra e il Pd che resterebbero a guardare.

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