Torrenti: «Non serve la città metropolitana»

L'assessore Gianni Torrenti

L’assessore regionale respinge le accuse di Russo su Serracchiani filo-friulanista E le primarie iniziano dalla Ferriera. Cosolini incontra il Comitato prima del voto

TRIESTE Non avrai altro capoluogo al di fuori di Trieste. È il primo comandamento della Regione Friuli Venezia Giulia governata da Debora Serracchiani. Altro che i “veti” posti alla città metropolitana denunciati da Francesco Russo. La vicesegretaria nazionale del Pd, “ostaggio della frange friulaniste”, non replica alle accuse del senatore del suo partito.

Delega il compito all’assessore triestino Gianni Torrenti: «C’è una sottovalutazione della riforma degli enti locali con la quale Trieste resta l’unico capoluogo della Regione visto che scampaiono i capoluoghi di Provincia. E questo non viene percepito. È la prima volta nella storia che Trieste è l’unico capoluogo del Friuli Venezia Giulia».

Un risultato, assicura Torrenti, ottenuto dal lavoro portato avanti in tandem dalla presidente Serracchiani con il sindaco Roberto Cosolini. «C’è una nuova visione di Trieste come punto di riferimento dell’intera regione. La centralità di Trieste è aumentata in modo esponenziale con tutte le relazioni internazionali messe in modo dalla Regione. L’intesa Serracchiani-Cosolini ha fatto spendere Debora come commissario per la Ferriera. C’è poi l’impulso innegabile dato al Porto di Trieste, il riconoscimento a Miramare. Sono Pordenone e Udine che si dovrebbero preoccupare». Ingenerose le critiche di Russo. «Le frange friulaniste, che io conosco essendo assessore alle minoranze, sono come le frange slovene. Hanno bisogno di attenzione ma non c’entrano nulla con il profilo della città. Trieste deve essere capoluogo anche delle frange friulane e non solo capoluogo di se stessa».

E la città metropolitana? «Se avesse competenze sull’attività portuale e retroportuale sarebbe un discorso diverso. Ma così non è, non serve a nulla», taglia corto l’assessore triestino che resta «molto perplesso sulle motivazione che hanno portato alle primarie triestine». E i sondaggi nascosti? «Non abbiamo mai tenuto nascosto nulla. È abbastanza clamoroso invece che un sondaggio personale venga usato politicamente senza essere discusso. Quello che è certo è che i nostri sondaggi danno il sindaco uscente come più forte dei nostri altri candidati (Francesco Russo e Mitja Gialuz, ndr)» aggiunge Torrenti.

Dalla Polonia arriva in soccorso anche la segretaria regionale Antonella Grim, fortissimamente voluta da Debora: «In merito a ogni riferimento a contrapposizioni territoriali che influenzerebbero l’indirizzo della guida politico-amministrativa regionale, già da tempo lavoriamo per lasciare da parte antiquati campanilismi e contrapposizioni di maniera, come quelle fra triestini e friulani. Solo una visione unitaria e un impegno comune può far crescere una regione che non può pesare in virtù delle sue dimensioni». Liquidato il campanilismo, restano da digerire le primarie “russe” arrivate a coalizione già presentata. «Il Pd ha affrontato un percorso di condivisione che ha offerto tempi e spazi per spunti, proposte e critiche - spiega Grim -. Non ci sono state decisioni prese nelle segrete stanze, ma la conferma da parte dell’assemblea provinciale di Trieste di dare fiducia al sindaco uscente. Ciò nonostante è stato messo in discussione tutto il lavoro fatto. A questo punto è naturale che le risposte del sindaco e del partito siano state di responsabilità. Non c’è opposizione alle primarie, ma siano un confronto di idee, schietto se occorre ma sincero e sereno, che rafforzi l'unità del centrosinistra». “No xè un mal che no sia un ben”, come sostiene il sindaco.

La campagna delle primarie (ancora da convocare), intanto, si scalda sull’area a caldo della Ferriera. A dettare l’agenda è Russo di prima mattina. «Scelgo di iniziare la mia campagna di azioni concrete da uno dei grandi problemi sul quale la politica, di solito, parla poco e malvolentieri: la Ferriera. Non farò promesse, come altri hanno fatto in passato, che non posso mantenere», spiega dopo aver inviato, via mail, al Comitato 5 dicembre, tre proposte (un incontro prima del 6 marzo, un confronto tra il Comitato e la proprietà della Ferriera, la condivisione della scelta del prossimo assessore all’Ambiente).

Terreno segnato. E così nel pomeriggio il sindaco Cosolini annuncia che l’incontro pubblico richiesto dal Comitato 5 dicembre si svolgerà prima delle primarie. Si terrà il 3 marzo alle 16.30 nell'auditorium del Salone degli Incanti (ex Pescheria). «È una grande grandissima vittoria! Una cosa mai avvenuta prima e una vittoria guadagnata in piazza tutti insieme quell’ultima domenica di gennaio», esulta il Comitato 5 dicembre. «Avrei preferito una data di poco successiva (10-12 marzo) unicamente per avere in mano gli ultimi dati delle centraline, per avere un quadro più oggettivo e consolidato dei valori - spiega Cosolini-. Di fronte ai loro dubbi ho preferito accettare comunque l’incontro, perché credo che il dialogo e il confronto civile siano sempre e comunque una cosa positiva». E il 6 marzo si vota.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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