Russo: «Serracchiani ostaggio di frange friulaniste»

Il senatore dem Francesco Russo (Lasorte)

Russo attacca la presidente: «Dice no alla città metropolitana perché non ha a cuore gli interessi di Trieste. La segreteria del partito ha nascosto per mesi i sondaggi»

TRIESTE «Chi ama Trieste non mette veti sulla città metropolitana in ossequio a piccole frange friulaniste. Se Roberto Cosolini si è dimostrato disponibile a compromessi su questo tema, io di certo non lo sarò». Altro che “stare con Roberto” per amore di Trieste. Francesco Russo, alle prese a Palazzo Madama con il “canguro” del ddl Cirinnà sulle unioni civili, trova il tempo per rispondere a Debora Serracchiani che si è schierata al fianco del sindaco in vista delle primarie. “Non è troppo tardi” è lo slogan della campagna lanciata ieri dal senatore lettiano che, con un blitz, venerdì scorso ha imposto le primarie al suo partito e alla coalizione di centrosinistra. “Non è troppo tardi per scegliere il candidato (e tutti possono votare)”.

Non avrebbe fatto meglio a non schierarsi Debora Serracchiani, vicesegretaria nazionale del Pd?

No. Anzi, sono contento. Mi fa piacere che i cittadini sappiano da parte che stanno tutti i principali leader del mio partito che, negli ultimi mesi, hanno avuto un’eccessiva timidezza nel difendere le ragioni della città nel dibattito con il Consiglio regionale sulla città metropolitana.

Molti contestano l’astrazione legata alla città metropolitana. Non vuole dire niente in concreto...

Lo spiego con un esempio. I 50 milioni di euro che sono arrivati, in quanto città metropolitana, al capoluogo di una regione a Statuto speciale come Cagliari sono dieci volte superiori a quello che il Comune di Trieste è riuscito ad ottenere con il progetto europeo Pisus.

L’accusano di essere ambizioso e carrierista. Di cercare un posto dopo la chiusura del Senato...

La mia non è ambizione personale. I politici triestini puntano ad andare a Roma. Nessuno ambisce a fare il percorso inverso. E mi è già stata proposta la candidatura alla Camera. La mia ambizione è un’altra: cambiare radicalmente nei prossimi 15 anni il futuro della mia città. Un’ambizione che è mancata a questo centrosinistra. Un’ambizione che non si può lasciare in mano a Dipiazza.

Quindi si candida per tre mandati?

Mi basta far partire Porto vecchio.

Non si sente un po’ isolato dentro il partito. Tutti contro di lei...

Non è vero. Qualche giorno fa 27 amministratori del Pd hanno sottoscritto la proposta della città metropolitana. E la maggioranza dei 5mila firmatari è iscritta e simpatizzante del Pd.

Molti sostengono che queste primarie a scoppio ritardato indeboliscono il centrosinistra...

La verità è sotto gli occhi di tutti. Centinaia di persone sia alla mia presentazione sia quella di Roberto Cosolini a fronte delle poche decine presenti al lancio della coalizione dieci giorni fa.

Una cosa salutare...

Nei bar si è tornato a parlare di politica e del Pd. Siamo tornati noi al centro del dibattito politico cittadino. Ho costretto il mio partito a tornare a dialogare con i cittadini. Non lo si faceva da troppo tempo.

Nel Pd la criticano per aver agito senza preavviso e fuori tempo massimo...

Non è vero. Si sta raccontando ai nostri elettori una storia non vera. Da mesi avevo parlato di questa situazione con tutti i responsabili di partito, a partire da Serracchiani. Tutti erano consapevoli della debolezza e dell’impopolarità di Cosolini certificata da sondaggi fatti ben prima del mio.

Sondaggi che nessun ha mai visto...

Sono stati colpevolmente tenuti nascosti dentro i cassetti.

Girava anche il nome di Mitja Gialuz...

C’è più di un sondaggio con il nome di Gialuz. Visto che mi accusano di aver tirato fuori appena adesso un sondaggio, sono io che chiedo il motivo per cui la segreteria provinciale e quella regionale hanno tenuto nascosto il sondaggio che a settembre avrebbe permesso, così come avevo chiesto, un dibattito franco e parto e in assemblea provinciale. Mi spiace che mi attacchino su queste cose visto che sono i principali responsabili della situazione che si è creata.

Il sindaco sostiene che ha agito fuori delle regole del Pd?

È la dimostrazione che non conosce neanche lo statuto del suo partito. Le primarie sono previste anche per la candidatura del sindaco uscente.

Cosolini ha dichiarato che “ora si aspetta che Russo citi l’opinione di Obama sulle primarie di Trieste”...

Se era una battuta, non fa ridere.

Ma a che primarie ambisce?

Aperte e gratuite. Non limitate al Pd. Nessuno s’inventi strane cose per limitare la partecipazione. Dobbiamo portare a votare almeno 8 mila persone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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