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Trieste, protesta in musica per salvare il Tartini

Dalla sala del Conservatorio ai caffè storici, raffica di esibizioni di studenti e docenti a difesa dell’Alta formazione artistica

2 minuti di lettura
Allieve del Conservatorio Tartini 

TRIESTE Un’allegra, anche se serissima, protesta in musica, che toccherà alcuni luoghi simbolo del centro per avvicinare l’intera cittadinanza alle criticità che agitano il mondo dell’Alta formazione musicale. È la formula scelta da docenti e studenti del Tartini, in prima fila a livello nazionale per il riconoscimento delle istanze legate alla formazione musicale nei conservatori e nelle istituzioni riconosciute dal ministero dell’Istruzione. Il Tartini, presieduto da Mario Diego e diretto da Roberto Turrin, ha deciso infatti di giocare il ruolo di portavoce dell'istanza di attuazione completa e definitiva, dopo ormai quasi 17 anni, della legge di riforma del sistema della formazione musicale.

Proprio per sensibilizzare su questo tema habituè del conservatorio, cittadini e istituzioni, è stato stilato un ricco cartellone di appuntamenti in programma nel pomeriggio di sabato 13 febbraio. Cuore della maratona musicale sarà la sala del Tartini in via Ghega che, dalle 14.30 alle 17.30, vedrà una trentina tra studenti e docenti alternarsi in una serie di esibizioni, che verranno coronate alla fine dallo “show” dei famosi cantanti lirici Daniela Mazzucato e Max René Cosotti. Due big del bel canto, che intendono dimostrare in questo modo la loro vicinanza e la loro sentita partecipazione alla manifestazione. Come sempre accade per i concerti al conservatorio, l'ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Ma altre esibizioni “invaderanno”già in mattinata i locali storici del centro. Alle 11 al Caffè degli Specchi si esibirà un duo formato da voce e chitarra, e tre fisarmonicisti, mentre alle 12 al Caffè San Marco spazio a due chitarristi e a un quintetto composto da chitarra e quattro archi. E non finisce qui. Sempre oggi, nel primo pomeriggio, è previsto il flash mob di due ensemble del Tartini, con un quartetto e un quintetto di ottoni composto da studenti del conservatorio che porteranno le loro musiche in varie parti della città, dalla Stazione alla Galleria Tergesteo, a piazza Goldoni. Si intende in questo modo portare anche a conoscenza della cittadinanza i prossimi tre appuntamenti del ciclo “I Concerti del Conservatorio” previsti per lunedi 15, 22 e 29 febbraio.

Spiega il direttore del Conservatorio Tartini, Roberto Turrin: «Il mondo della formazione accademica musicale “scende in campo” e fa fronte comune per chiedere innanzitutto il riconoscimento del valore sociale e culturale dell'Alta formazione musicale nel nostro Paese. I 54 conservatori di musica statali e i 19 non statali che hanno indetto oggi la “Giornata nazionale dell'Alta Formazione”, organizzeranno inoltre per tutto febbraio concerti e momenti di riflessione, sensibilizzazione sullo stato dell'Afam, il sistema nazionale dell'Alta formazione artistica e musicale costituito da conservatori, accademie e istituti superiori di industrie artistiche. Quello che dopo 16 anni stiamo sollecitando, è la completa attuazione della riforma del sistema, la legge 508 del 1999 ancora incompiuta e che presenta varie criticità , che vanno dalla necessità di un più consono sistema di reclutamento dei docenti, alla messa ad ordinamento di tutti i corsi di studio, alla statalizzazione degli istituti musicali, ed infine all'incremento delle risorse per lo sviluppo del sistema».

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