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In migliaia a Fiumicello per l’ultimo abbraccio a Giulio Regeni

Il parroco: "Grazie per questo compito di testimonianza che ci coinvolge tutti. Grazie, grazie e ancora grazie". La mamma Paola: "Grazie Giulio, mi hai insegnato tanto". La famiglia ha chiesto una partecipazione individuale «senza vessilli o slogan». E non ha voluto telecamere e fotografi: Il Piccolo ha deciso di rispettare questo desiderio

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La folla ai funerali di Giulio Regeni (BOnaventura) (ansa)
FIUMICELLO. Fiumicello e l'Italia intera hanno dato l'ultimo abbraccio a Giulio Regeni, il ricercatore torturato e barbaramente ucciso in Egitto. I circa mille posti a disposizione sistemati nella palestra polifunzionale di Fiumicello per i funerali di Giulio Regeni si sono riempiti tutti già un'ora prima dell'inzio, ad esclusione di un settore centrale destinato ai parenti ed agli amici più stretti di Giulio. Poche le corone e i cuscini di fiori, tra i quali quello dell'Ambasciata d'Italia e dell'Università di Cambridge.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) La salma di Giulio è a Fiumicello, per i funerali pubblici attese 6000 persone]]

Un coro ha intonato alcuni inni, poi si è fermato in attesa dell'arrivo del feretro, arrivato alle 14. All'esterno della palestra oltre mille persone sono rimaste in attesa e, comunque, non sarebbero potute entrare per mancanza di posti all'interno. Il servizio d'ordine è stato particolarmente rigoroso ma anche discreto. A Fiumicello tutti gli esercizi pubblici sono chiusi per lutto cittadino ad esclusione di bar e ristoranti, aperti proprio per servire da bere e mangiare per gli ospiti e i giornalisti venuti da fuori.

Una ventina sarebbero gli amici di Giulio giunti tra ieri e oggi a Fiumicello. Molti di questi si sono trattenuti in un bar della piazza e poi hanno raggiunto la casa della famiglia Regeni prima dell'inizio della cerimonia. Mezz'ora prima dell'inizio della cerimonia è giunto il presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando CasiniPresenti anche la governatrice Debora Serracchiani e il pm Sergio Colaiocco, che indaga sul delitto.  

La messa è stata celebrata in inglese e in italiano, per permettere a tutti gli amici di Giulio di capire quanto accade. A celebrarla è don Luigi Fontanot, parroco di Fiumicello, assieme al frate che ha benedetto la salma dello studente friulano al Cairo.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Bandiere a mezz'asta in tutto il Friuli Venezia Giulia]]

«Grazie per questo compito di testimonianza che ci coinvolge tutti. Grazie, grazie e ancora grazie». ha detto  don Luigi Fontanot, rivolgendosi al suo amico personale Giulio Regeni, nel corso dell'omelia ai funerali. Il parroco ha definito «Giulio una persona speciale, per l'entusiasmo, per la voglia di conoscere» ricordando i concetti di libertà e di amicizia che aveva espresso: «Libertà è la possibilità di esprimere te stesso in un certo contesto; amicizia è un rapporto incondizionato tra due persone»

«Grazie Giulio, per avermi insegnato tante cose. Resta nel mio cuore l' energia del tuo pensiero. Il tuo pensiero, per amare, comprendere, costruire tolleranza. Con affetto, la mamma». È il commosso messaggio di Paola Regeni, la mamma di Giulio, letto sull'altare da un ragazzo. È stata l'ultima di tante testimonianze di affetto durante i funerali.

Dopo due ore, al cerimonia funebre si è conclusa attorno alle 16: il feretro è stato portato, di nuovo a spalla, all'esterno della struttura per essere caricato su un carro funebre. Poi è cominciato il corteo per il cimitero del paese. All'esterno una grande folla attendeva l'uscita della salma dopo aver seguito l'intera cerimonia in piedi e a tratti sotto la pioggia.

Per rispettare il volere della famiglia Regeni - che ha mantenuto fin dall'inizio una riservatezza esemplare e ha accuratamente evitato ogni forma di esposizione mediatica nonostante il clamore internazionale sulla vicenda - "Il Piccolo" ha deciso di rappresentare il funerale, sia sul sito sia sul giornale cartaceo, con una sola inquadratura panoramica. Non pubblicheremo né altre fotografie né i video.

Ieri sera, nella chiesa della frazione di San Lorenzo di Fiumicello, una cinquantina di persone ha preso parte alla veglia funebre. Il feretro del giovane ricercatore friulano, partito da Roma in macchina attorno alle 11, è arrivato a Fiumicello ieri sera, verso le 19.30, contrariamente a quanto dichiarato pubblicamente dalle onoranze funebri Sartori. Ad accoglierlo, nella chiesa di San Lorenzo, i parenti e gli amici con cui Giulio ha condiviso i momenti più importanti della sua vita. Tra i presenti la famiglia Bidoli e l’assessore Bruno Lasca, accompagnato dalla moglie Michela Vanni. Un momento di raccoglimento durato circa due ore. Blindata l’area esterna, sorvegliata a vista dagli agenti della Questura e della Digos.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) «Giulio preso vicino casa». La svolta nelle e-mail]]

La polizia municipale fa sapere che i parcheggi saranno dislocati lungo le vie di accesso al paese e saranno indicati dai volontari della Protezione civile, un “esercito” di 50 persone. Per i cittadini con difficoltà di deambulazione saranno riservati alcuni posti auto nei pressi dell’area scolastico-sportiva. Una decina gli agenti della municipale in servizio, che hanno richiesto la collaborazione dei colleghi del comando di Udine e San Daniele. Sul posto anche un mezzo dei vigili del fuoco e due ambulanze. I ragazzi delle scuole medie, oggi, termineranno le lezioni alle 11, per consentire tutti i preparativi nell’area della palestra. Per i bambini delle elementari non ci saranno variazioni di orario. Il trasporto scolastico sarà garantito. A Fiumicello e in molti Comuni della regione sarà lutto cittadino. Tante attività abbasseranno le serrande. Le bandiere saranno esposte a mezz’asta. I fiumicellesi si sono fin da subito resi disponibili ad accogliere in casa parenti e amici della famiglia Regeni. Una gara di solidarietà. «Sono anch’io una mamma, ho voluto dare il mio contributo – racconta Elisabetta Zoff, che in casa sua ospita tre amici di Giulio, due ragazzi e una ragazza, che arrivano dall’Inghilterra -. Non conosco i ragazzi inglesi ma se sono amici di Giulio sono sicuramente brave persone. Stanno soffrendo, è inevitabile. Gli staremo vicini come possiamo».

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