Trieste, camerieri vip e solidarietà nel segno di Quochi di Quore FT/VD

La “squadra” dei vip con Rossana Bettini Illy al Tommaseo

Successo della serata al Tommaseo: dall’accoglienza con Versace ai vini proposti da Illy, al fagottino tartufato di Luotto

TRIESTE. Questione di Quore, di solidarietà e di palati fini, in un perfetto mix fra prelibatezze del territorio e buoni sentimenti. Ingredienti, questi, che per il nono anno consecutivo hanno condotto in porto la serata organizzata dalla giornalista enogastronomica e imprenditrice Rossana Bettini Illy.

Quochi di Quore”, con la lettera “Q” «per non prendersi troppo sul serio», è andata in scena nella suggestiva cornice del Caffè Tommaseo, messo a disposizione dal suo titolare Gianluca Tombacco. Un’occasione, quella che ha richiamato a tavola una settantina di persone, che si è rivelata utile per raccogliere dei fondi da destinare alla Fondazione Operation Smile, onlus che cura gratuitamente bambini nati con malformazioni al volto, come il labbro leporino e la palatoschisi, realizzando decine di missioni mediche in più di sessanta Paesi del mondo. Un ente benefico, fondato nel 2000, che è presieduto da Santo Versace, il quale non è voluto mancare all’appuntamento triestino, vestendo per una serata i panni del guardarobiere.

Trieste, in settanta ad assaggiare i piatti dei "Quochi di quore"

La formula di “Quochi di Quore”, infatti, prevede che una squadra di vip si metta per una serata al servizio di un’associazione benefica, impegnandosi in qualità di cuochi, camerieri, maitre di sala, sommelier e in tutte le restanti professionalità che animano un ristorante. Chi si è seduto a tavola, sborsando l’abbordabile cifra di 180 euro, ha potuto così vivere un’esperienza singolare.

Il presidente della Gianni Versace Spa, fratello maggiore del noto stilista, si è così sistemato nei pressi dell’entrata dello storico Caffè, accogliendo uno ad uno gli ospiti, prendendo loro il cappotto o il soprabito e invitandoli a raggiungere la sala per un primo brindisi di benvenuto.

Un passaggio di consegne, questo, fra il noto imprenditore e l’ex governatore Riccardo Illy, impegnato a guidare la squadra di sommelier. Il primo solletico al palato degli ospiti è stato infatti regalato dalle bollicine firmate da Eugenio Collavini, grazie alla sua rinomata Ribolla gialla. Le coccole enogastronomiche sono proseguite attraverso il taglio del prosciutto crudo Dok Dall’Ava.

La cena è entrata nel vivo, accompagnata da un piacevole sottofondo di musica jazz, con le delicate note suonate da un maestro della cucina, che «per puro caso» nella vita ha riscosso successo come attore: Andy Luotto, il quale ha preparato un delicatissimo fagottino di ragout bianco, tartufato in salsa di Castelmagno. Il gastronomo di UnoMattina, Alberto Marcomini, insieme a Giorgio Amodeo, ha allestito un plateau di formaggi e salse al cioccolato libero Chox, spruzzato con l’aceto balsamico Asperum.

Giovanni Giacobbe, invece, ha proposto il suo morbidissimo cotechino, «il più buono al mondo», giura il gastronauta Davide Paolini, mentre i calici sono stati riempiti con un Chianti Superiore e un Brunello Prime Donne, prodotto da Cinelli Colombini, e con un Friulano Vigne Cinquant’anni de Le Vigne di Zamò.

Servire è un’arte, per la quale, in quest’occasione speciale, è stata chiamata Barbara Franchin, rabdomante di giovani talenti della moda con la sua creatura Its, International Talent Support. «L’anno scorso mi ero accomodata come ospite ai tavoli - così Franchin, che ammette di pensare da oltre dieci anni a una versione culinaria di Its - . La moda e il cibo sono due alchimie: esprimono creatività e identità. La mia presenza in questa inedita veste, però, è motivata soprattutto dalle finalità benefiche di questa iniziativa».

La scopritrice di talenti, abbandonati i tacchi e indossati i pantaloni con una camicia bianca e un grembiule, non ha evidentemente lasciato a casa il gusto per le stoffe e per il taglio dei vestiti. «Elegantissima», le sue parole nel commentare l’ingresso della presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, vestita di pizzi intarsiati nel velluto nero, con una camicia a manica di pipistrello e un pantalone a tubino.

«Modernissima - continua nella sua personalissima recensione la deus ex machina di Its - ma con un tocco anni Venti. Sarà lei, molto probabilmente, la più elegante della serata». Il basket. Fra prelibatezze, mise eleganti e beneficenza non è mancato un cenno alla palla a spicchi, durante un brindisi alle recenti vittorie della Pallacanestro Trieste fra il past president Mario Ghiacci e Gianluca Mauro, procuratore del nuovo sponsor Alma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Halloween a tavola: afrodisiaca e antispreco, cosa c'è da sapere sulla zucca

Grano saraceno al limone e rosmarino con rana pescatrice croccante su crema di sedano rapa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi