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«A rischio le intese economiche con l’Italia»

Per il Financial Times «se non verrà fatta chiarezza potrebbero saltare gli accordi commerciali»

1 minuto di lettura
Il premier inglese David Cameron 

TRIESTE Il «brutale» omicidio di Giulio Regeni potrebbe mettere a rischio le relazioni fra Italia ed Egitto che sono state «coltivate con cura» dai rispettivi leader Matteo Renzi e Abdel Fattah al-Sisi. È quanto si legge in un articolo del Financial Times, che ricorda come negli ultimi tempi sia diventata sempre più stretta la collaborazione economica tra i due Stati e come alcuni grandi società italiane siano in trattative per importanti accordi nel Paese nordafricano.

Secondo un funzionario italiano citato dal giornale della City, «nessuno da parte italiana vuole mettere in discussione gli accordi sui quali stiamo lavorando. Ma le autorità egiziane devono essere trasparenti sull'omicidio se non vogliono che ci sia un raffreddamento nelle relazioni bilaterali». E sottolinea: «Tecnicamente l'omicidio e le relazioni economiche non sono due materie collegate, ma inevitabilmente l'una influenzerà l'altra».

L'Italia è un punto di riferimento per le esportazioni egiziane, è il secondo mercato di sbocco in Europa dopo la Germania, e anche la presenza tricolore nel Paese non è trascurabile. È il quadro che esce dalla pagina dedicata dall'Agenzia Ice ai rapporti tra i due partner commerciali. L'Agenzia, che si occupa di promuovere le nostre aziende all'estero, in base a dati Istat, parla di un interscambio che supera i 5 miliardi di euro, in aumento del 9,9% (2014 su 2013). Tra le aziende italiane in Egitto ci sono, per citarne alcune: l'Eni, Banca Intesa Sanpaolo, Italcementi, Tecnimont.

L’esito tragico della vicenda del giovane di Fiumicello ha causato la sospensione di una missione di una sessantina di aziende italiane in corso al Cairo e guidata dal ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi. Alla cena era presente anche Gianpietro Benedetti, presidente di Danieli, società produttrice di macchinari pesanti, è in trattative per la concessione di un terreno per la realizzazione di un centro industriale destinato alle industrie pesanti. Danieli dovrebbe così allestire in Egitto il più grande hub industriale della regione e del Medio Oriente.

Insomma una complessa partita economica che ora potrebbe pesare molto sul governo egiziano chiamato a chiarire nel modo più trasparente le ragioni della drammatica fine del giovavane ricercatore italiano.

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