Mucchiut: «Cioccolato e Grande guerra, prima mostra in Italia»

Che il cioccolato fosse anche un tramite per studiare la storia in pochi lo potevano immaginare. Di fatto, il successo de “Il Cioccolato nella Grande guerra”, mostra allestita nella sala collezioni...

Che il cioccolato fosse anche un tramite per studiare la storia in pochi lo potevano immaginare. Di fatto, il successo de “Il Cioccolato nella Grande guerra”, mostra allestita nella sala collezioni della Fondazione Carigo, ha suggerito di prorogare al 28 febbraio la chiusura dell’esposizione realizzata da Marina Durand de la Penne, direttrice del museo Casa delle Antiche Scatole di Latta di Gerano (Roma) e Paolo Mucchiut, presidente dell’associazione culturale Bazar Mediterraneo di Gradisca. La mostra, avente ad oggetto le modalità di confezionamento dei prodotti a base di cioccolato, che sempre più, negli anni della Grande guerra, si andavano diffondendo tra la popolazione e tra i soldati al fronte, osserva gli stessi orari di apertura della rassegna “Soldati”, allestita nella sala espositiva della Fondazione: da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 12.30, sabato dalle 15.30 alle 19 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19. Oggi, alle 17, “Soldati” propone visite guidate.

Mucchiut, si può parlare di successo prevedibile?

«In parte sì e per un motivo molto semplice: l’argomento non era mai stato affrontato da nessuno in Italia. E cercar di presentare il primo conflitto mondiale in maniera, per così dire, “dolce”, senza nulla togliere alla tragedia, sta rappresentando una carta vincente».

Qual è il pezzo più importante dell’esposizione?

«I pezzi più importanti son due. Il primo è rappresentato da una pubblicità della Caffarel con due alpini che in un baule non portano munizioni ma scatole di cioccolata. Il secondo pezzo si collega alla scuola grafica triestina ed è un bidone per il trasporto della cioccolata della Zeda firmato Dudovich».

Altri pezzi da segnalare?

«Due scatole molto belle della Delser di Martignacco raffiguranti Vittorio Emanuele III e la Regina i quali avevano il loro quartier generale proprio a Martignacco. Abbiamo avuto, ai tempi della Grande guerra, più di una fabbrica di cioccolato nel territorio. E in questo periodo sono in contatto proprio con la Delser per tentare di raccogliere altro materiale per una futura mostra sempre alla Fondazione Carigo».

A quale fascia d’età appartengono i visitatori?

«Si va dagli anziani ai ragazzi che i prossimi mesi affronteranno la maturità. In molti, nel visitare “Soldati” non possono non notare la mostra sul cioccolato avendo così modo di comprendere che l’industria dolciaria fosse importante non solo per fornire un po’ di sollievo a chi combatteva sul fronte ma anche per i suoi risvolti economici».

Alex Pessotto

Zuppa fredda di barbabietola, arancia e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi