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L’Anticorruzione apre un dossier sull’A4

Brunetta ottiene l’intervento di Cantone sulla proroga della concessione. Serracchiani: «Illazioni strumentali»

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Uno dei cantieri per la realizzazione della terza corsia sull’A4 

TRIESTE Una scelta tecnica e di opportunità che si trasforma in scontro politico capace di allungare ombre su un’infrastruttura attesa da anni. La partita si gioca per realizzare la terza corsia dell’A4 Venezia-Trieste.

Ma il percorso scelto da governo, Regione e Autovie Venete – creare una società interamente pubblica per ottenere fino al 2038 la concessione a gestire l’autostrada, senza passare da una gara pubblica – non è affatto piaciuta al capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, che ha chiamato in causa Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, chiedendogli di aprire un’istruttoria per verificare la legittimità delle procedure.

E Cantone ha aperto il fascicolo. Ma quello di Brunetta è un intervento a gamba tesa almeno per la presidente e commissario straordinario per l’A4 Debora Serracchiani. Che respinge con durezza le congetture dell’ex ministro. Lo scontro politico è innescato dall’intesa “salva concessione” siglata in virtù di una direttiva europea il 14 gennaio da Autovie e Autobrennero con il governo.

I parlamentari di Forza Italia gridano allo scandalo, perché il governo è targato Pd, Serracchiani è numero due del Pd nazionale ed entrambe le Regioni con le quali è stata siglata l’intesa sono a guida Pd. Seguono interrogazioni parlamentari e dubbi. E allora Brunetta chiama in causa l’Anac e Cantone risponde.

«Diamo atto all’Anac e al suo presidente di aver raccolto il nostro appello – commenta il forzista –, avviando un’istruttoria nei confronti del ministero delle Infrastrutture, delle società Autobrennero e Autovie e dei soci pubblici e privati delle medesime società, per la verifica della procedura di affidamento in concessione di costruzione e gestione di due delle principali autostrade italiane: quella del Brennero e la Venezia-Trieste».

«Stiamo parlando di concessioni trentennali affidate a due super-partecipate del Pd senza alcuna procedura a evidenza pubblica, per un business totale di 16 miliardi. Spetterà ora al ministero e agli enti coinvolti fornire le dovute informazioni, e all’Anac fare chiarezza su una vicenda che desta più di una preoccupazione sull’atteggiamento del governo, che continua a operare in spregio a qualsiasi regola di mercato e principio di trasparenza», chiude Brunetta.

Serracchiani non incassa. Parla di illazioni e offese. Manda a dire a Brunetta che quelli di cui lui parla sono i metodi di Fi. «La procedura di concessione “in house” è assolutamente corretta e trasparente. L’istruttoria di Cantone - spiega la presidente - è atto formalmente dovuto che fa seguito esclusivamente a una segnalazione strumentale di Brunetta. Tutti i passi sono stati compiuti alla luce del sole e nell’interesse pubblico ed è da respingere con estrema durezza l’illazione che altri calcoli abbiano guidato le scelte fatte d’intesa col governo».

«È offensivo delle istituzioni regionali sostenere che Autovie sia una super-partecipata del Pd. Forse Brunetta è abituato a pensare in questi termini, e forse intende dire che tre anni fa era controllata da Fi. Mi auguro proprio non sia così».

Non basta. Serracchiani chiama i vertici regionali di Fi che ogni giorno l’accusano di svendere l’autonomia di spiegare a Brunetta il “peso” dell’operazione. «È legittimo attendersi che i rappresentanti di Fi in Fvg spieghino con molta chiarezza a Brunetta che, senza concessione “in house”, non si portano a termine i lavori per la terza corsia, viene meno un asset strategico del Nordest e si mina l’Autonomia della Regione».

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