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Addio al superticket in Fvg: si allarga la platea

La giunta sta lavorando all’innalzamento della soglia di esenzione. Il nuovo limite potrebbe oltrepassare i 20mila euro di Isee

3 minuti di lettura
Un ospedale 

TRIESTE. Le esenzioni dal ticket sanitario nel 2015 in Friuli Venezia Giulia sfiorano quota 900mila. Ma solo una minima parte, 5.561, sono quelle legate al provvedimento regionale “antisuperticket”, ovvero i 10 euro introdotti da una manovra nazionale del 2011 su ogni ricetta di assistiti non esenti ai quali siano state prescritte prestazioni specialistiche come visite mediche, esami di laboratorio, diagnostica per immagini, terapie riabilitative. I 10 euro di cui la Regione, dal maggio 2015, si fa carico nel caso di cittadini con Isee non superiore ai 15mila euro. Ma, visto che le risorse su quel fronte sono abbondanti, la giunta ha aperto un ragionamento per disporre un incremento della soglia dell’Isee. L’obiettivo è ampliare i beneficiari.

Le cifre Il quadro viene reso noto dagli uffici dell’assessorato alla Sanità. Ed è molto dettagliato. La macroarea esenzione somma 889.569 unità. Le voci sono una decina. Le principali sono le esenzioni per patologia (469.299) e quelle di cui beneficiano gli over 65 (301.449): valgono l’86% del totale. Seguono i casi di invalidità civile (67.410), gravidanza (14.441), malattia rara (13.037), invalidità di lavoro (10.401), di servizio (6.310) e di guerra (743). Infine le esenzioni per donazione di organo (56). Le quasi 900mila pratiche messe in fila l’anno scorso non corrispondono tuttavia a tre quarti della popolazione come sembrerebbe. «Una persona può avere più tipologie di esenzioni», precisa Maria Sandra Telesca. Ma si tratta comunque di numeri molto alti. E all’assessore ciò non dispiace. Significa che anche su questo capitolo il welfare regionale funziona.

Il superticket L’intenzione è però ora di di incrementare la voce relativa al superticket da 10 euro, balzello nazionale che la Regione ha cancellato per i redditi bassi. Com’era sembrato sin dall’inizio (la misura è stata introdotta a partire dall’1 maggio 2015), non ci sono stati particolari assalti. La media, su un totale di 5.561 pratiche evase, è di poco meno di 700 al mese, per il 60% circa nell’area di riferimento sanitario della Venezia Giulia. Telesca, che da subito aveva rassicurato i sindacati preoccupati dalle possibile code agli sportelli Caf, non è sorpresa.

Le aziende sanitarie, cui è stato fornito un apposito software, annotano a sistema il diritto all’esenzione, previa presentazione dell’Isee, all’effettuazione della prima prestazione. Una volta inserito nei sistemi informatici del Ssr, l’utente non deve più portare con sé alcun documento, sempre che non sia nel frattempo cambiata la sua situazione reddituale. «I primi otto mesi hanno confermato il ragionamento iniziale per due motivi – sottolinea l’assessore –: da un lato una buona parte di chi può vedersi cancellato il “superticket” risulta già esente, dall’altro il fatto che, per avere diritto all’esenzione, è sufficiente presentare il modello al primo accesso, e dunque non era evidentemente necessario per tutti gli interessati avere a disposizione la dichiarazione del proprio reddito aggiornata al maggio scorso. Le operazioni sono così risultate sempre regolari».

La soglia più alta Il primo effetto è che sono avanzati soldi rispetto allo stanziamento 2015. La Regione aveva messo a disposizione 5 milioni, ma ne è stato utilizzato solo uno. A quello che rimane si aggiungono altri 2 milioni allocati nella Finanziaria 2016. Di qui il ragionamento in corso, reso noto dall’assessore: «Dato che il nostro obiettivo è di annullare completamento l’effetto dei 10 euro, stiamo valutando di alzare il limite Isee». Quello vigente è a quota 15mila euro, elevarlo comporterebbe un aumento della platea. Le simulazioni vanno ancora perfezionate, cifre certe ancora non ci sono, ma è possibile che si possano oltrepassare i 20mila euro di tetto.

La rimodulazione In regione, sempre dallo scorso maggio, è anche in vigore la rimodulazione del “superticket” per i cittadini con Isee superiore ai 15mila euro. Per le prestazioni sanitarie di valore inferiore ai 5 euro non si paga più alcuna quota aggiuntiva al servizio pubblico, mentre si continua a mettere mano al portafogli per 1,5 euro per prestazioni tra i 5 e i 10 euro, 3 euro per quelle tra i 10 e i 15 euro, 4,5 euro tra i 15 e i 20 euro, e così via fino a superare gli attuali 10 euro nel caso in cui le prestazioni costino oltre i 35 euro, con il massimo di 20 euro per quelle sopra i 70 euro.

Le prestazioni A conti fatti, si paga meno in quasi sei casi su dieci rispetto alla situazione precedente. Per un emocromo completo, la rimozione di un corpo estraneo, una semplice fasciatura ma anche una riabilitazione cardiologica il superticket rimodulato è di 1,5 euro. Per la radiografia di un’arcata dentaria, la medicazione di ustioni e il pap test non si superano i 3 euro. Per l’elettrocardiogramma, l’esame dell’udito, la rinoscopia e la biopsia di una ghiandola si toccano i 4,5 euro. Si sale a 6 euro per l’otturazione di una carie, una biopsia faringea o una radiografia del ginocchio, a 7,5 euro per una visita oculistica, ginecologica o neurologica, come pure per una radiografia del torace, un elettroencefalogramma o una spirometria, a 9 euro per una trasfusione di sangue, la radiografia del cranio, della rotula o della colonna vertebrale. I 20 euro si pagano solo per interventi di cura delle cataratte e dei glaucomi, colonscopie, endoscopie all’apparato digerente, amniocentesi e naturalmente per tac e risonanze magnetiche.

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