L'Audi gialla contromano sul Passante di Mestre: muore una donna

L'abitato di Prosecco e l'Audi dell'inseguimento

Dopo la sparatoria a Prosecco con la polizia di Trieste, l'auto rubata con tre banditi a bordo è stata segnalata in Veneto dove ha causato un incidente. Ma poi ha fatto perdere le tracce. La fuga continua

TRIESTE La polizia stradale del Veneto sta indagando sull'ipotesi che un auto di banditi che imperversa nel nord Italia, con una manovra spericolata durante una fuga abbia causato un incidente stradale mortale avvenuto questa notte sul passante di Mestre. Nell'incidente è morta una donna russa, Alexadrova Belova di 58 anni che, con la sua Opel Astra, ha tamponato un furgone portando ferite tali che l'hanno portata in breve alla morte.

Secondo una prima ricostruzione l'auto dei banditi, un'Audi Rs4 gialla con targa del Canton Ticino (Svizzera) e rubata il 26 dicembre a Milano, trovatasi incolonnata per un precedente incidente che aveva visto coinvolta un'autocisterna avrebbe effettuato una inversione a U percorrendo per un lungo tratto il passante contromano. Al vaglio della polizia l'eventualità che questo gesto abbia portato al successivo incidente mortale.

L'Audi gialla dei banditi in fuga contromano sul Passante di Mestre

A bordo dell'Audi ci sarebbero dei malviventi dell'Est Europa che avrebbero già effettuato alcune rapine in più località del nordest. Solo nella giornata di ieri l'Audi è stata segnalata ed inseguita, da polizia e carabinieri, nel padovano prima, nella zona di Trieste dove, a Prosecco, i banditi hanno sparato alle forze dell'ordine che li inseguivano, poi nel veneziano - con il transito sul passante - quindi nel trevigiano e nuovamente nel padovano dove ha fatto perdere le proprie tracce.

Li avevano intercettati sul Carso, vicino a Prosecco; con la loro “pantera” si sono subito messi all’inseguimento di quella Audi sportiva di colore giallo.

I malviventi a bordo non si sono arresi, anzi hanno premuto sull’acceleratore dando vita a un carosello sulle stradine dell’altipiano. Non si sono arresi neppure dopo i colpi esplosi in aria a scopo intimidatorio, anzi: forti della potenza della loro auto e con grande abilità di guida hanno “seminato” l’auto di servizio.

Secondo alcune ricostruzioni, tutto inizia all'aeroporto di Malpensa dove la banda di malviventi, probabilmente tre, ruba una vettura sportiva, potente: un’Audi6 Rs, un modello sportivo da centinaia di cavalli. Ha targa svizzera e questo particolare potrebbe avere indotto i banditi a sceglierla a discapito del suo colore non comune, il giallo. Posteggiata lì - pensano i banditi - il proprietario in viaggio sperabilmente non tornerà che tra alcuni giorni, per poi sporgere denuncia di furto: un buon lasso di tempo per portare a segno qualche “colpo”.

In serata infatti l’auto serve allo scopo ma senza successo. Ad Abano Terme due componenti della banda vengono scoperti da un vicino mentre saltano nel giardino di una villa confinante, probabilmente per effettuare una rapina o addirittura un rapimento. Avrebbero atteso che qualche inquilino rincasasse per tendergli un agguato e portare a segno il “colpo”.

Ma il residente avverte le forze dell’ordine e sul posto accorre a sirena spiegata una pattuglia dei carabinieri.
Vistisi scoperti, i due salgono precipitosamente in auto e il terzo uomo al volante sgomma e semina i militari, che giungono a porsi di traverso sulla strada dei malviventi con la loro Fiat Punto. Inutilmente, perché con una manovra azzardata, alla “Ronin”, che lascia sbigottiti i presenti, l’Audi si dilegua. I carabinieri giungono a esplodere alcuni colpi in aria, una manciata, quando vedono uno dei fuggitivi sporgersi e girarsi all’indietro, come a volere prendere la mira, ma senza poi sparare.

Un’altra pattuglia dell’Arma intercetta l’Audi gialla pochi chilometri più a Sud, tra Battaglia Terme e Monselice, ma grazie alla potenza e alla bravura del pilota la banda riesce a dileguarsi definitivamente.

Da quel punto il “film” presenta un black-out, e anche lungo: del gruppetto si perdono le tracce. Per ben quattro giorni. Davvero esperto, determinato e ricco di risorse l’equipaggio dell’Audi, per volatilizzarsi per un così lungo lasso di tempo, in barba ai controlli e alle segnalazioni diramate a tutte le forze dell’ordine.

Fino a giovedì pomeriggio, quinto giorno della grande fuga: la “sceneggiatura” prevede un esterno notte, sulle stradine del Carso. Evidentemente i mancati rapinatori vogliono tentare di riparare in Slovenia. Ma l’Audi gialla è di nuovo intercettata, questa volta da una “pantera” della polizia.

Gli agenti si mettono subito in coda per raggiungere e bloccare l’auto in fuga ma ancora una volta con manovre degne della pellicola-cult degli appassionati d’inseguimenti l’Audi scompare nel buio mentre i residenti di Prosecco odono alcuni colpi, che i poliziotti sparano a scopo intimidatorio in aria come i loro colleghi della Benemerita in Veneto e altrettanto invano.

L'ultimo, tragico, avvistamento tra giovedì e venerdì notte: la folle fuga li porta sul Passante di Mestre. Qui, attorno all'1.30 in direzione Milano, la corsa ad altissima velocità e tutta in contromano quando - nella zona di Arino di Dolo, dopo lo svincolo con la A57 - un'Opel Astra guidata da una donna, la 58enne Elena Alexadrova Belova, se la vede contro. Cerca di evitarla, ma tampona un furgone restando incastrata nell'abitacolo. Muore sul colpo. E la caccia continua.

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi