Trieste, è guerra sull’asilo nido aperto fino alle 20

Bambini all'asilo

I sindacati annunciano dure reazioni all’iniziativa del Comune. L’assessore Treu: «I servizi educativi priorità della giunta»

TRIESTE Si trasforma in guerra aperta la polemica fra il Comune e le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) sulla sperimentazione, da settembre, del prolungamento dell’orario (fino alle 20) all’asilo nido “La Mongolfiera” e a quella aziendale del Comune “Lunallegra”, entrambi in via Tigor.

La reazione sindacale si annuncia su tre fronti. Una riunione con le Rsu del personale, e quindi un’assemblea con i lavoratori dei nidi d’infanzia (circa 300 persone). È poi quasi certo un “passaggio” in Consiglio comunale, con una specifica interrogazione e la presenza di una delegazione dei lavoratori ai lavori dell’aula.

Alle accuse da parte sindacale di una «boutade elettorale» e della mancanza di informazioni dettagliate da parte dell’assessore al Personale Roberto Treu, nell’incontro di giovedì scorso, lo stesso Treu replicato negando che la scelta del Comune sia una boutade elettorale «vista la priorità data dalla giunta ai servizi educativi, con l’apertura di nuove strutture, l’ampliamento dei posti disponibili, l’assunzione e la stabilizzazione di oltre 220 operatori del settore educativo e gli interventi per migliorare gli edifici e togliere l’amianto dalle scuole».

Treu osserva poi che il tema del prolungamento dell’orario è stato affrontato da oltre un anno e risponde anche alle richieste di genitori dipendenti del Comune, i cui figli usufruiscono del nido aziendale.

Quanto all’informazione ai sindacati, l’assessore rileva che è stata data alle Rsu sulla base di un documento di giunta «che dà gli indirizzi e gli strumenti per realizzare la sperimentazione» e che alle organizzazioni sindacali «è stato spiegato che la proposta è frutto anche del lavoro di un gruppo di operatori che ha coinvolto i genitori dei due nidi Lunallegra e La Mongolfiera», ed è stata illustrata anche «la messa a disposizione delle risorse per garantire l’assunzione di almeno tre lavoratori».

Treu annuncia infine che «l’organizzazione del lavoro e del servizio, con la piena garanzia delle norme e dei diritti per i dipendenti, saranno oggetto di un apposito confronto con i sindacati, una volta conosciuto il numero degli utenti e le loro preferenze per gli orari».

Premettendo di essere certo favorevoli a nuovi posti di lavoro e anche all’apertura di nuovi i servizi ai cittadini, Rossana Giacaz (Cgil) lamenta la carenza delle risposte dell’assessore Treu alle domande rivoltegli nell’incontro di giovedì, e chiede «come è stata costruita la proposta. Hanno fatto uno studio per conoscere le esigenze della gente? Se sì, che lo mostrino. Pare che questa sperimentazione - rileva - non risponda alle necessità dei cittadini. La necessità di nuovi posti in asili nido esiste, ma in altre zone della città, fra cui Cattinara».

Walter Giani (Cisl) sottolinea invece la mancanza di un progetto educativo, di dati precisi, di informazioni sul personale necessario, e la gravità del fatto che «non ci sia trasparenza nelle relazioni sindacali. Non vorremmo - osserva - che si creasse un caso analogo a quello sorto in relazione ai centri esitivi, per il quale facemmo ricorso al Tribunale».

Sul caso interviene anche Christian Schiraldi (Uil - Fpl), che pur ritenendo positivo l’ampliamento dell’orario per i due nidi, si dice preoccupato che «non ci siano evidenze sui fabbisogni dell’utenza. Sentiti i comitati dei genitori, pare che le richieste siano state diverse».

(gi.pa.)

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