Pro Patria non molla la battaglia per una via a Dominutti

Erano in cinquanta, quasi tutti giovani, a ricordare ieri mattina Piero Dominutti. Bandiere tricolori, lo striscione “Monfalcone Pro Patria Più Italia soprattutto” e una corona deposta vicino al...

Erano in cinquanta, quasi tutti giovani, a ricordare ieri mattina Piero Dominutti. Bandiere tricolori, lo striscione “Monfalcone Pro Patria Più Italia soprattutto” e una corona deposta vicino al cippo che ricorda il punto, all’incrocio fra le vie Aquileia e Terenziana, in cui venne ucciso Dominutti da elementi partigiani filo-jugoslavi durante un agguato avvenuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Anni caldi in cui la Venezia Giulia era contesta fra Italia e Jugoslavia e vedeva Dominutti battersi per l’italianità di Trieste e Monfalcone. Non a caso alla manifestazione di ieri hanno preso parte anche i rappresentanti di Trieste Pro Patria.

Alla cerimonia non erano presenti le istituzioni, come per altro sottolineato più volte da Mauro Steffè di Monfalcone Pro Patria, perché quella di Dominutti è ancora una vicenda che divide. Politicamente e storicamente parlando. Non a caso il Comune di Monfalcone, durante i recenti lavori della Commissione Toponomastica che ha individuato nuove vie e piazze, ha bocciato la proposta di intitolare una strada a Dominutti. «L’attuale amministrazione, mantenendo l’ambiguo silenzio sull’omicidio, contempla in qualche modo - dice Steffè - l’accaduto invece di prendere le distanze. E lo dimostra il fatto che mai nessun rappresentante del Comune sia venuto a ricordare il patriota ucciso, nonostante l’invito».

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