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Ipotesi Anas nel futuro pubblico di Autovie

Serracchiani vede due alternative dopo la firma del protocollo a Roma: il mercato del credito o nuovi soci in una newco

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Un cantiere di Autovie Venete 

TRIESTE. Come reperire le risorse per fare di Autovie Venete, o di una nuova concessionaria autostradale, una società interamente pubblica? Debora Serracchiani, un attimo dopo la firma sul protocollo d’intesa che avvia l’iter “in house”, vede due vie: o il ricorso al mercato del credito o l’inserimento nella partita di altri soggetti pubblici. Un nome, secondo la presidente, può essere quello dell’Anas. A Roma, al ministero dei Trasporti, Regione Fvg con Serracchiani, Regione Veneto con l’assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti e governo, con il ministro Graziano Delrio, siglano il protocollo d’intesa che sancisce l’affidamento in house della gestione dei tratti autostradali gestiti da Autovie, a partire dalla A4. Un passaggio chiave per ottenere il prolungamento della concessione al 31 dicembre 2038 (con l’obbligo aumenti tariffari in linea con il tasso di inflazione).

«La firma chiude la vicenda e ci dà il respiro necessario non solo per gli investimenti e i lavori necessari, ma anche per rendere appetibile la terza corsia sotto il profilo della bancabilità», commenta soddisfatta la presidente della Regione mentre Mariagrazia Santoro, assessore alle Infrastrutture, parla di intesa «decisiva» anche perché consente di rientrare nel perimetro delle direttive Ue e dunque di evitare la gara alla scadenza del 2017. Riferimento al «lavoro corale svolto a livello europeo» pure da parte di Isabella De Monte. «Se c’è la volontà politica - sottolinea l’europarlamentare del Pd -, si possono prendere scelte che non pesano sulle tasche dei cittadini e delle imprese».

Secondo il presidente e ad di Autovie Maurizio Castagna si è raggiunto un duplice obiettivo: «Alla facilitazione del reperimento delle risorse per completare con la terza corsia il tratto più critico della A4, quello compreso fra Portogruaro e Palmanova, si aggiunge, non meno importante, la riduzione dei tempi per la realizzazione integrale dell’opera».

Non manca la dichiarazione del governatore del Veneto Luca Zaia con un occhio al suo territorio: «Mi auguro che l’accordo segni anche l’avvio di un percorso verso un’opera altrettanto irrinunciabile come la Valdastico Nord». Ancora Serracchiani sottolinea inoltre come il traguardo di ieri «giunge dopo esserci occupati della revisione del piano economico-finanziario e dopo aver trovate le risorse necessarie a portare avanti i cantieri, che inizieranno già quest’anno». Più in generale, «siamo i primi in Italia, insieme al Brennero, a cogliere il nuovo orientamento dell’Ue rispetto alle società in house».

Dopo di che, se sulla carta è tutto chiaro, si tratta ora di trovare i soldi per concretizzare l’operazione pubblica. Serracchiani si dice innanzitutto fiduciosa sui tempi: «Quelli della attuale scadenza della concessione, marzo 2017, dovrebbero essere sufficienti a garantire il completamento di un percorso che veda o la trasformazione di Autovie in società interamente pubblica o in alternativa la costituzione di una newco». Questione non di poco conto, tuttavia, visto che liquidare i soci privati di Autovie potrebbe costare sino a 150 milioni e non meno oneroso si prospetta, nel caso nella newco, il diritto di subentro finalizzato alla liquidazione della società, al pagamento di ogni pendenza e alla distribuzione del fondo cassa ai soci. Ma anche su questo la presidente si dice convinta che si possa arrivare in fondo: «Dalla scelta di una delle due alternative dipenderà l’entità delle risorse necessarie o per liquidare i privati o per capitalizzare la nuova società. In entrambi i casi la reperibilità potrebbe essere garantita o facendo ricorso integralmente al mercato del credito oppure ipotizzando anche l’ingresso di altri soggetti pubblici, tra cui l’Anas. Al momento entrambe le ipotesi hanno vantaggi e svantaggi che le rendono equivalenti».

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