Trieste, il Tlt nominato in una lettera di Ban Ki Moon

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon

Il segretario generale dell’Onu inserisce Trieste in un documento dello scorso autunno. TriestNgo adesso se ne accorge ed esulta

TRIESTE Il Territorio Libero di Trieste entra in un documento del Consiglio di sicurezza dell’Onu con la firma di Ban Ki Moon. La notizia risale al 23 ottobre scorso ma fino a ieri nessuno, nell’arcipelago degli indipendentisti triestini, se n’era accorto.

È stata TriestNgo, l’organizzazione non governativa fondata nel 2013 allo scopo di affiancare gli indipendentisti presso le sedi internazionali sulla questione di Trieste, a rendere pubblica la notizia. «In questi anni - affermano il direttore Sandro Gombac e il presidente Stefano Ferluga - abbiamo svolto un’intensa attività diplomatica riuscendo, nonostante le farneticanti azioni di disturbo partite proprio da Trieste, a ottenere un risultato che determinerà il futuro di Trieste».

Ma di cosa si tratta? «In seguito alla partecipazione attiva in quattro sessioni di lavoro presso la sede Onu di Ginevra, una al Parlamento europeo di Bruxelles e due colloqui all’ambasciata russa di Roma, attività avvenute tra novembre 2014 e novembre 2015, TriestNgo - spiegano Ferluga e Gombac - ha contattato, in incontri riservati, alti commissari Onu e diplomatici russi ai quali sono stati consegnati i documenti testimonianti le ragioni dei cittadini del Tlt e soprattutto è stato loro consegnato l’expertise sulla questione di Trieste, primo e unico studio internazionale sul tema, commissionato da TriestNgo nel 2013 ai professori Tom Grant e Guglielmo Verdirame, esponenti di uno dei più prestigiosi studi mondiali di public International law».

La svolta, aggiunge Gombac, è arrivata lo scorso autunno: «Particolarmente degni di nota sono stati gli incontri del 24 settembre 2015 al Palais des Nations di Ginevra nel corso della fase di lavoro denominata “focus on Trieste”. Arlon Stok (relatore), Stefano Ferluga e Nicola Sponza hanno fronteggiato per un’ora la commissione Ohchr esponendo ad otto commissari Onu le pesanti inadempienze italiane sul porto internazionale di Trieste».

E qui, dopo quell’appuntamento, arriva il documento ufficiale del segretario generale dell’Onu: «Un mese dopo la discussione “focus on Trieste”, Ban Ki Moon ha inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza nella quale fa il punto sui Territori mondiali posti sotto il controllo diretto del Consiglio di Sicurezza. Al quinto posto appare il Territorio Libero di Trieste, quello che va dal Timavo al Quieto».

«Il segretario generale dell’Onu afferma che gli unici due documenti determinanti lo status giuridico attuale del Territorio Libero di Trieste sono la risoluzione XVI del 10 gennaio 1947 e il trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 - continua il direttore di TriestNgo -. Gli accordi di Osimo non vengono neppure menzionati nella lettera. Il segretario generale dell’Onu afferma inoltre l’attuale validità degli allegati VI e VIII determinanti oggi, nel 2016, l’esistenza de facto del Territorio Libero di Trieste». La morale? Gombac non ha dubbi: «Per Trieste, per il suo Porto e per il suo Territorio nulla sarà più come prima».

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