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Trieste, il tram di Opicina si rifà binari e motori

Il Comune vara un piano di interventi da 475mila euro e arruola un “superesperto”. Probabili nuovi stop

di Silvio Maranzana
2 minuti di lettura
Per il tram di Opicina si prevedono delicati lavori di manutenzione 

TRIESTE Non sono finiti i tempi difficili per il tram di Opicina, né gli stop o perlomeno i percorsi ridotti che si renderanno necessari anche nei prossimi anni per la continua, delicata e dispendiosa opera di manutenzione. Nella recente determina dirigenziale firmata dall’ingegner Giovanni Svara si scopre che «nel corso del prossimo biennio si stima di procedere alla progettazione e in parte alla realizzazione di un numero di interventi fra cui ne sono già stati individuati tre di una certa consistenza per un importo complessivo di 475mila euro».

Il primo riguarda la progettazione per il rifacimento del binario nelle tratte: funicolare, salita Conconello - Conconello, Conconello - Banne, Obelisco - Campo Romano, Quadrivio - deposito di Opicina e comporterà una spesa di 70mila euro. L’intervento numero due riguarda la revisione generale di due motori elettrici, spesa prevista di 35mila euro. Nell’ambito del terzo, che consisterà nel rifacimento completo del binario nel tratto compreso tra il quadrivio di Opicina e il deposito di Opicina, è previsto lo stanziamento più ingente, pari a 370mila euro.

«Ma certamente vi sarà anche un’ulteriore operazione da fare - ha aggiunto ieri a voce lo stesso Svara - che riguarda i primi metri di rotaia al capolinea di piazza Oberdan: qui a causa del torrente che scorre nel sottosuolo, le rotaie subiscono uno sfasamento tra di loro per cui è già stato previsto che dovrà essere collocata una nuova piastra di cemento a rinforzo del binario».

La gestione del “complesso mobiliare” della tranvia, che oltre a essere basilare linea di comunicazione è anche una delle principali attrattive turistiche della città di forte valore storico e paesaggistico, è regolata da una convenzione tra Comune e Trieste Trasporti. Forse anche a causa di una serie di debacle accumulate in passato con una lunga “serie di stop and go” in particolare tra il 2012 e il 2014, l’amministrazione ha deciso di affidarsi a una figura specializzata. Il “mago” del tram corrisponde al nome di Daniel Zorn.

La determina prende in considerazione il fatto «che gli interventi di natura straordinaria attinenti alla competenza del Comune di Trieste previsti nella convenzione rivestono notevole importanza economica e comportano l’innovazione strutturale della linea tranviaria» e prende atto «che nell’ambito del personale del Comune di Trieste non esistono figure tecniche con adeguata specializzazione in ambito ferroviario, né risultano altri soggetti pubblici specializzati in tali settori».

Si dà di conseguenza conto che «l’ingegner Daniel Zorn, tecnico di comprovata esperienza nel settore ferroviario, iscritto all’Ordine degli ingegneri di Roma, si è dichiarato disponibile a svolgere l’incarico», «verso il corrispettivo per il biennio di 20mila euro al lordo di ritenute d’acconto e contributi previdenziali». La spesa complessiva per il Comune ammonta a 23.166,67 euro di cui 11.583,33 per il 2016 e 11.583,34 per il 2017.

Già nel settembre 2014 una sorta di commissario del tram di Opicina compariva in un atto di indirizzo portato in giunta dal sindaco Roberto Cosolini. «Preso atto della positiva soluzione delle criticità delle scorse settimane - vi si leggeva - appare necessario però compiere una ricognizione complessiva, affidata a figura di indiscussa competenza, indicata dall’amministrazione comunale sentita Trieste Trasporti, che, tenendo conto dei diversi interventi succedutisi da dieci anni a questa parte, delle varie criticità manifestatesi e di quelli che vengono indicati come i prossimi interventi necessari, contribuisca a garantire risultati di funzionamento, efficienza e qualità corrispondenti agli investimenti pubblici fatti e a quelli da fare nei confronti del tram». Per il momento l’ingegner Zorn ha solo il compito di affiancare il Rup che è il direttore del Servizio Lavori pubblici per due anni.

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