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Monfalcone, ausiliari pronti a stanare la piaga delle immondizie

Sono due pubblici ufficiali che gireranno la città in abiti civili muniti di tesserinoi. Stangata fino a 200 euro

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Gli ausiliari con il sindaco Altran (foto Bonaventura) 

MONFALCONE Sarà che il loro acronimo è Ave. E che l’assessore all’Ambiente Fabio Gon ieri mattina in conferenza stampa li ha già battezzati come «gli angeli della raccolta differenziata». Ma a partire da domani, dai due ausiliari di vigilanza ecologica messi in campo da Isa Ambiente e dal Comune i cittadini si aspettano davvero il miracolo, o quasi: che Monfalcone archivi la brutta pagina del degrado urbano, con cumuli di sacchi d’immondizia sempre in agguato dietro l’angolo, e si liberi definitivamente dei “furbetti” dei rifiuti.

Di chi cioè si dimostra sordo a ogni regola di conferimento della spazzatura suddivisa in plastica, vetro, umido e secco residuo. Giorno d’esordio il 7 gennaio, domani. Data da segnare sul calendario, perché di qui in poi non saranno più ammesse giustificazioni. E per capirsi le sanzioni sono salassi da 100 euro nei casi più lievi, 200 per gli ingombranti.

Non inganni il sostantivo usato da Gon, «angeli»: i due ausiliari - un uomo e una donna sulla trentina - sono pubblici ufficiali, come sottolineato dal comandante della Municipale Walter Milocchi, «a tutti gli effetti uguali a un vigile o un carabiniere quando andranno a sanzionare gli illeciti amministrativi in materia di rifiuti».

Di altro non si possono tecnicamente occupare, anche se avendo in dotazione un telefonino potranno sempre denunciare alla polizia locale violazioni di diversa natura cui dovessero assistere. Mentre nel caso di spazzatura smaltita illegalmente da aziende, prospettandosi un’ipotesi di reato penale, sono tenuti ad avvertire la Municipale che immediatamente inoltrerà notizia all’autorità giudiziaria.

«In quanto pubblici ufficiali - ha chiarito Giuliano Sponton, direttore Isa - potranno compiere una serie di investigazioni e indagini». I due Ave, di cui ieri non sono state fornite le generalità a tutela della loro mansione, hanno svolto un corso di 20 ore e superato test e colloquio stracciando l’agguerrita concorrenza di 30 aspiranti ausiliari.

A Sangalli, azienda alla quale Isa dà in appalto la gestione della raccolta differenziata sul territorio, hanno così strappato un contratto a tempo determinato di 6 mesi (tanto dura la sperimentazione del servizio, un unicum in Regione) per 36 ore settimanali. «Il loro compito sarà duplice: preventivo, sottoforma di consulenza da erogare a chi nutre difficoltà nell’applicare il porta a porta, fornendo cioè tutte le informazioni necessarie; e repressivo, per interrompere le recidive», ancora Sponton.

Insomma controlleranno e sanzioneranno chi non getta l’immondizia correttamente, cioè in barba alle regole della differenziata. Che in città, stando sempre al direttore Isa, ha di recente toccato quota 62% (+3%), mentre rispetto al 2014, vuoi per la progressiva eliminazione dei cassonetti condominiali dalle strade vuoi per i controlli dedicati, la percentuale di abbandoni in grado di pesare per 140mila euro sulle casse pubbliche si è «sensibilmente ridotta» (ipse dixit).

Dunque il fine degli Ave non è solo quello di migliorare il tasso di differenziazione dei rifiuti, ma di abbattere le rilevanti spese della Squadra di pronto intervento organizzata da Isa per rimuovere i sacchi neri là dove sbucano all’orizzonte. Sottolineando una perfetta sinergia con gli uffici dell’ente locale, capitanati dalla dirigente Laura Weffort, Sponton ha annunciato che «se si troveranno l’interesse e la condivisione riscontrati a Monfalcone il servizio sarà suscettibile di replica anche in altri Comuni dell’Isontino».

Gli ausiliari gireranno a piedi in abiti civili oppure in bici: «mezzi eco-compatibili», come non ha mancato di chiosare Gon, vero sfegatato delle due ruote, superato per passione solo dal sindaco Silvia Altran. Saranno però muniti di tesserino. E sottrarsi alla loro identificazione equivarrà a commettere un reato, sancito all’articolo 651 del Codice penale (arresto fino a un mese o ammenda fino a 206 euro). Occhio, qui non si scherza più.

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