Slovenia, referendum anti filo spinato

Profughi in arrivo in un centro di accoglienza temporaneo

Sarà proposto se il governo non toglierà il “muro” entro primavera. A gennaio manifestazione di protesta nella capitale

LUBIANA. Non si arresta in Slovenia la protesta popolare contro il filo spinato collocato dal governo di Lubiana al confine con la Croazia per arginare l’afflusso di migranti lungo la cosiddetta rotta balcanica. Fino ad oggi sono state raccolte seimila firme di protesta che diventeranno, a detta dei promotori della petizione, una proposta di referendum per togliere l’odiata barriera.

Anche il classico appuntamento di fine anno a Petrina di abitanti e poliziotti sloveni e croati che vivono e lavorano lungo il fiume Kolpa si è trasformato nell’ennesima dimostrazione di protesta contro il filo spinato. Stesso registro anche nella Bela krajina e in Istria dove, nel capoluogo del Litorale Capodistria, è stato allestito un presepe con il filo spinato.

Dopo l’ennesima marcia di protesta lungo la Kostelska krajina il consigliere comunale di Kostel, Ogor Volf ha annunciato che agli inizi di questo mese saranno inviate al governo sloveno le seimila firme di protesta contro il filo spinato fin qui raccolte. A gennaio è in preparazione anche una marcia di protesta lungo le vie del centro della capitale Lubiana. Se neppure tale protesta sortirà effetto alcuno, allora partirà l’iniziativa per promuovere il referendum contro il “muro” ai confini con la Croazia.

Ancor più agguerrita è Naraša Letik Žagar la portavoce dell’Associazione turistico sportiva di Kostel la quale ha chiaramente affermato che ilfilo spinato deve sparire dal confine entro la primavera, altrimenti saranno gli abitanti stessi delle aree interessate a rimuoverlo. «Questo per rimuovere questo ostacolo artificiale - ha detto - che separa la gente unita dalla storia comune e dall’amicizia». Le parole che maggiormente ricorrono sulla bocca degli abitanti lungo il corso della Kolpa e della ‹abranka sono «pazzia» e «stupidaggine».

Il deputato ed ex ministro della Difesa, Janko Veber è convinto che senza la collaborazione della gente non è possibile trovare la soluzione ai problemi. Veber ha dichiarato che della guerra in Iraq, Siria e Libia sono responsabili le grandi corporazioni del petrolio e che la popolazione che vive lungo la Kolpa non può pagare il prezzo per le loro smanie di dominio del mondo.

Secondo le informazioni in suo possesso ha affermato che se non ci fosse il filo spinato i migranti attraverserebbero il confine anche attraverso il fiume Kolpa. Ha quindi proposto la creazione di una difesa territoriale organizzata comela protezione civile che impiegherebbe la gente della regione che potrebbe così autonomamente organizzarsi in una sorta di gendarmeria per garantire la sicurezza e gestire il flusso dei profughi.

Finora la Slovenia ha collocato 140 chilometri di filo spinato lungo il confine con la Croazia che è complessivamente lungo 670 chilometri. Il governo di Lubiana sostiene che in Turchia ci sono attualmente dai 2,2 ai 2,5 milioni di profughi siriani in attesa di intraprendere la rotta dei Balcani e si attende una forte ripresa del flusso a partire dalla prossima primavera.

Complessivamente la Slovenia ha una capacità ricettiva di 9mila persone e l’esecutivo parla di vera e propria catastrofe umanitaria se a raggiungere il Paese fossero flussi di 20mila rifugiati. Finora il record degli arrivi in un solo giorno è stato di 12mila migranti. Per questo motivo a Lubiana giustificano la collocazione del filo spinato.

Filo spinato che viene fortemente criticato anche da alcune associazioni internazionali ambientaliste e animaliste. È il caso dello Iucn che ha lo status di organismo consigliere dell’Unesco e che ha chiaramente denunciato la posa del filo spinato come una chiara violazione da parte della Slovenia del progetto europeo Life+Dinalp Bear che coinvolge oltre che la Slovenia, anche la Croazia, l’Italia e l’Austria per la salvaguardia e la protezione dell’orso bruno e di Nature 2000 che garantisce il libero passaggio degli animali selvatici nella zona in cui ora corre il filo spinato.

Infine vediamo alcuni numeri. Finora sono transitato in Slovenia 375.924 migranti, con una media giornaliera, a partire dallo scorso 16 ottobre, di 5012 profughi. Sono 195.599 i migranti giunti in Slovenia dopo l’11 novembre giorno il quale è iniziata la posa in opera del filo spinato. Il governo di Lubiana ha fin qui speso 2 milioni di euro per quest’opera. Coinvolti sono 17 comuni (da sudovest a Nordest: Pirano, Capodistria, Hrpelje-Kozina, Ilirska Bistrica, Osilnica, Kostel, Crnomelj, Metlika, Brežice, Bistrica ob Sotli, Pod›etrtek, Rogatec, Žetale, Polehnik, Ormož, Središce ob Dravi e Razrižje). La Croazia ha già inviato sette note di protesta per le vie diplomatiche mentre otto sono stati i casi in cui ingnoti hanno tagliato il filo spinato.

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