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Crepaldi: "Facciamo nostra la sofferenza di chi non ha lavoro"

Il vescovo di Trieste ha voluto ricordare nell'omelia di Natale le sofferenze di chi è in difficoltà. "Rendiamo operosa la prossimità fraterna verso i migranti"

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Il vescovo Crepaldi durante l'omelia a San Giusto (foto Massimo Silvano) 

TRIESTE. "La misericordia ci spinga a fare nostra la sofferenza di chi non ha lavoro e a far nostra l’inquietudine di tantissimi giovani che avvertono come il loro futuro sia drammaticamente privo di speranze affidabili".

Nella messa della notte di Natale, il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi nella cattedrale di San Giusto ha voluto ricordare le sofferenze di chi è in difficoltà. "Dobbiamo - le sue parole nell'omelia - avvertire come nostro il dolore di tanti malati e di tante persone, soprattutto anziane e sole. Va condivisa la fatica delle famiglie divise e ferite negli affetti e il dramma di tanti bambini non amati. La misericordia ci spinga a rispondere con il senso di una comune e condivisa responsabilità alle difficoltà generate da una lunga crisi economica e politica; a rendere operosa la prossimità fraterna verso i migranti; a percepire come nostra la tragedia dei cristiani perseguitati violentemente in Paesi in cui e vietata la libertà di religione; a non cedere mai alle lusinghe di ideologie disumane contrarie al valore preziosissimo della vita e della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna".

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