Il mago triestino dei viaggi nel mondo 3D - PROVA LE VISITE VIRTUALI

Paolo Tosolini, esperto di nuove tecnologie che lavora negli States, sta applicando la realtà virtuale ai monumenti locali e ad altri ambienti d'interesse del territorio: da Miramare ad Aquileia, da Muggia by night al Sincrotrone

TRIESTE «Senza preavviso, un mago passa di qua». Così cantavano i Black Sabbath nel loro primo disco, e le parole calzano bene al ritorno in patria di Paolo Tosolini. Triestino, dagli anni Novanta vive e lavora all’estero, da diversi anni a Seattle, dove collabora con i giganti del settore informatico sperimentando le ultime frontiere tecnologiche per la promozione aziendale. Tra queste annovera esperienze multi-touch, tour virtuali in 3D e “projection mapping”. Quando torna a casa, Tosolini si diletta a sperimentare sui monumenti del nostro territorio tecnologie d’oltreoceano che in Italia non sono ancora disponibili: negli ultimi mesi ha realizzato una serie di itinerari in 3D di alcuni dei luoghi più belli della regione, dal castello di Miramare al tempietto longobardo di Cividale.

TUTTI I TOUR VIRTUALI IN 3D: BASTANO POCHI "CLIC"

- CASTELLO DI MIRAMARE

- BASILICA DI AQUILEIA

- CENTRALE IDRODINAMICA

- CATTEDRALE DI SAN GIUSTO

- PINACOTECA DEL RETTORE

- SINCROTRONE

- MUGGIA BY NIGHT

- IMPACT HUB

Lo incontriamo alla Centrale idrodinamica del Porto vecchio di Trieste, dove si accinge a mappare in 3D l’edificio grazie a uno strumento (al momento) in vendita soltanto negli Usa: Matterport. Bisogna premettere che il modo in cui Tosolini si rapporta con la tecnologia, almeno agli occhi del profano, ha qualcosa di magico. Con l’entusiasmo di un ragazzo sfodera marchingegni che in un secondo ti proiettano in un altro mondo, dalla basilica di Aquileia alla superficie di Marte. E si capisce perché quando ha bisogno di una buona idea per promuovere i propri eventi Microsoft si rivolge a lui e alla sua azienda, la Tosolini Productions.

Paolo Tosolini

L’avventura tecnologica di Tosolini inizia a metà degli anni Novanta. Quando questo studente di Scienze politiche con il pallino dell’informatica rende disponibile gratuitamente in rete Mosaic, il primo browser con applicazione multimediale. Quello che per lui era quasi un hobby salta di livello nel momento in cui iniziano ad arrivare proposte di lavoro dall’estero. Nel giro di un paio d’anni, nel 1996, si trasferisce a Seattle, dopo aver lavorato in Giappone e in Sudafrica. Lì lavora a più riprese con diverse aziende, fonda società in proprio, e soprattutto diventa un collaboratore assiduo di Microsoft.

Ora è a capo di un piccolo gruppo, la Tosolini Productions (tosolini.com), che pur senza far parte del colosso fondato da Bill Gates è un referente fisso del gruppo: «Le attività di consulenza di Tosolini Productions - spiega Paolo - si focalizzano sull’uso delle più recenti tecnologie di comunicazione interattiva e di realtà virtuale, al servizio di aziende che vogliono utilizzare una narrativa originale per eventi come fiere e conferenze».

Nell’autunno scorso, su un volo di ritorno da Seattle all’Italia, ha incontrato per caso un suo vecchio professore all’ateneo di Trieste: il rettore Maurizio Fermeglia. Da questo incontro è nata l’iniziativa che ha portato Tosolini a sperimentare le ultime tecnologie Usa in fatto di realtà virtuale sui beni culturali del Fvg. Quando lo incontriamo alla Centrale idrodinamica, sta montando un curioso macchinario su un treppiede. Che cos’è? «Questa tecnologia, chiamata Matterport, permette di navigare virtualmente degli ambienti in modo simile all’esperienza offerta da Google Street - ci spiega -. Però in più offre la possibilità di vedere la ricostruzione in 3D dei vari spazi, interagire con modalità touch o via mouse con i modelli 3D e vedere una piantina bidimensionale delle zone scannerizzate».

Quali luoghi della regione ha scannerizzato in 3D finora? «Al momento ci sono la Centrale idrodinamica, il castello di Miramare, la basilica di Aquileia, una sezione del Sincrotrone, la pinacoteca del rettorato, gli interni dell’acceleratore di impresa Impact Hub, gli esterni della cattedrale di San Giusto, e la piazza di Muggia di notte».

Con l’ausilio di un casco per la realtà virtuale, Tosolini proietta l’utente in questi mondi virtuali con un grado di realismo cui non siamo abituati. Al momento il ricercatore sta conducendo l’esperimento in modo autonomo, grazie all’interessamento degli enti locali. Non esclude però che possano esserci degli sviluppi in un’ottica di promozione del territorio: «Questa iniziativa sperimentale è il frutto di una collaborazione tra il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, l’Università di Trieste, l’Autorità portuale e Tosolini Productions - dice -. Con il Polo Museale stiamo valutando insieme i luoghi di maggior interesse in regione per future riprese».

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