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Il Palazzo taglia i fondi: gli eletti si autotassano e “salvano” il buffet

Colletta tra consiglieri per comprare affettati, musetto e vini in occasione del tradizionale pranzo natalizio con i dipendenti

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Affettati, formaggi e tartine in un buffet come quello di palazzo Fvg 

TRIESTE. Quest’anno, come peraltro già nel 2014, non paga più Pantalone. Pagano i consiglieri regionali di tasca loro. D’altronde dopo la burrascosa vicenda giudiziaria di “rimborsopoli”, la clamorosa inchiesta che pure in Friuli Venezia Giulia ha spazzato via un’intera classe politica, la Regione sta ben attenta a come spende i soldi dei cittadini. Ormai anche un innocuo brindisi natalizio, qualche stuzzichino e una fetta di panettone, possono entrare nel mirino delle Procure. Figuriamoci un intero buffet con decine di persone. Dagli sperperi si è passati alle collette, insomma. Dal tutto e dal troppo, al nulla. E così ieri, per il tradizionale rinfresco assieme ai dipendenti, il Palazzo ha deciso di autofinanziarsi chiedendo un contributo direttamente agli eletti.

Stavolta, va detto, le pietanze erano ben più gradite di quelle dell’anno passato. Alla colletta del Consiglio regionale hanno partecipato i consiglieri di “vertice”, vale a dire il presidente e i vice, i componenti dell’Ufficio di presidenza, i capigruppo e i presidenti di Commissione. Vale a dire, in sostanza, quelli che in virtù dell’incarico guadagnano circa un migliaio di euro in più dei colleghi. Dunque, tirando le somme, 150 euro li ha messi il numero uno dell’aula Franco Iacop, 100 a testa i due vicepresidenti Igor Gabrovec e Paride Cargnelutti e 80 euro, ancora, i quattro segretari dell’Ufficio di presidenza: Emiliano Edera, Claudio Violino, Bruno Marini e Daniele Gerolin. Ma per proprio per rendere il “rebechin” meno francescano dell’anno scorso, alla raccolta fondi hanno preso parte pure i capigruppo e i presidenti di Commissione con 60 euro ciascuno.

A conti fatti in piazza Oberdan hanno tirato su un gruzzoletto di circa 1.500 euro. Soldi spesi abbastanza bene, a sentire l’affollato banchetto servito dal personale della mensa: il menù era di gradimento di tutti, politici e dipendenti. Antipasto con affettati e formaggi, a seguire lenticchie, brovada e musetto. Unica nota un po’ stonata, almeno stando ai racconti, il risotto ai funghi. Un piatto con cui è notoriamente difficile accontentare tutti. Per dessert panettone e pandoro con vaniglia e cioccolato. Vini di Villa Russiz, di cui si è incaricato personalmente l’ex consigliere del Pd Giorgio Baiutti, ora capo di Gabinetto.

Prima di passare a forchette e bicchieri, non sono mancati gli auguri del presidente Franco Iacop e quelli della governatrice Debora Serracchiani: «Affrontiamo il 2016 con fiducia», ha detto la presidente durante la pausa dei lavori della Finanziaria. Con un piccolo siparietto: Serracchiani ha scherzosamente ricordato ai presenti che il pranzo era “autotassato”, ma il consigliere del Movimento Cinque Stelle Cristian Sergo, davanti a lei, deve aver borbottato qualcosa. Un particolare che evidentemente non è sfuggito alla governatrice del Fvg: «Vedo il consigliere Sergo che scuote la testa – ha osservato lei, giusto per smorzare – ma il consigliere Sergo può anche non partecipare».

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