Trieste, i tesori del Lloyd in Porto vecchio

La Victoria, considerata la più bella nave del Lloyd triestino, in un quadro che fa parte della collezione

Sarà la Centrale idrodinamica a ospitare la mostra da marzo. Tassinari: «Poi arriverà il grande museo»

TRIESTE È la volta buona per la mostra sul Lloyd Triestino di navigazione, prova generale per il grande Museo del mare in Porto vecchio. «Aprirà ai primi di marzo e sarà visitabile fino a ottobre all’ex Centrale idrodinamica», annuncia l’assessore comunale alla Cultura Paolo Tassinari, ribadendo quanto parzialmente anticipato dal sindaco Roberto Cosolini nel corso delle manifestazioni collaterali all’ultima edizione della Barcolana. Alcuni dati sono già contenuti nella determina dirigenziale numero 3518 del 2015 con cui Nicola Bressi, direttore dei Musei scientifici, approva la spesa di 17.080 euro per il servizio di ideazione, progettazione, curatela della mostra e lo affida alla Thalia sas di Maurizio Eliseo&c. che ha sede in via Mercato vecchio 1. Già entro il 23 dicembre la Thalia deve presentare la proposta corredata da: descrizione sala per sala; elenco preliminare degli oggetti da esporre; pianta delle sale con la disposizione degli elementi e l’indicazione del numero di quinte, basi, vetrine o altri espositori speciali; descrizione del percorso espositivo per il pubblico.

I beni del Lloyd Triestino sono stati trasferiti al Comune con legge regionale del luglio 2009 e nell’ottobre 2012 il Comune ha acquisito dalla Regione la titolarità demaniale. Sono stati catalogati 6.195 pezzi: opere artistiche (dipinti, incisioni, sculture, eccetera), fotografie d’epoca, modelli navali, strumenti nautici, porcellane, cristallerie, orologi, armi, libri, carte geografiche, manoscritti. Nel novembre 2013 il Comitato degli ex dipendenti aveva organizzato sempre all’ex Centrale idrodinamica una piccola mostra provocatoria scrivendo sulla locandina: «Questa iniziativa nasce da un sentimento di gratitudine nei confronti del Lloyd Triestino che tanto ha dato alla città di Trieste e di riprovazione nei confronti delle irriconoscenti istituzioni triestine che, malgrado fossero state lungamente e ripetutamente invitate ad allestire un’articolata, completa e autofinanziata mostra riguardante la marineria triestina, hanno occultato tutti i beni storici e di archivio lasciandoli dormire inutilizzati».

Il letargo è finalmente concluso. «La mostra non comprenderà soltanto una selezione dei pezzi catalogati, ma anche altri materiali provenienti da prestiti o comodati - fa sapere Tassinari - avrà settori riservati rispettivamente ai modelli di navi, alle modalità di costruzione, alle strumentazioni di bordo, agli arredi, ai manifesti pubblicitari. I nostri consulenti sono oltre a Maurizio Eliseo, grande esperto in campo navale, gli storici Giulio Mellinato e Sergio Vatta». Secondo Tassinari l’occasione sarà doppiamente importante: sia per la mostra in sé e che per la possibilità di mettere ancora in evidenza un sito, quello dell’ex Centrale idrodinamica appunto, che dovrà essere il fulcro del futuro Museo, tassello fondamentale del rilancio del Porto vecchio e che dovrebbe includere anche la Sottostazione elettrica, il Magazzino 26 e uno sbocco a mare. «Per quanto riguardo il museo - conclude l’assessore - stiamo dialogando con alcune realtà locali che hanno accolto l’idea entusiasticamente. Il prossimo passo sarà la predisposizione di un progetto di fattibilità».

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