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Pochi infermieri nell'Isontino: ne mancano 70 nei due ospedali

Continua la dieta dimagrante a Gorizia e Monfalcone. Stato di agitazione a Latisana. Il Nursind: «Troppo lavoro, livelli di stress altissimi»

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Un'infermiera in un ospedale 

GORIZIA Un “buco”, ormai annoso, di settanta infermieri negli ospedali di Gorizia e di Monfalcone. Stato di agitazione degli operatori del 118 e dell’area di emergenza del personale del nosocomio di Latisana. Livelli di stress elevatissimi determinati dai ritmi di lavoro infernali.

Non è un quadro sicuramente incoraggiante quello “disegnato” da Luca Petruz, segretario provinciale del Nursind. La situazione degli organici è sempre più precaria. «Ci portiamo avanti, senza che nulla di nuovo accada, una carenza cronica di 70 infermieri - sottolinea il sindacalista -. I dipendenti, peraltro, sono sempre più anziani: oggi hanno un’età media che si aggira fra i 48 e i 49 anni. Quali sono i reparti maggiormente sotto pressione? Indiscutibilmente le Medicine ma un po’ tutti i settori sono in sofferenza perché i numeri dei dipendenti sono assolutamente risicati».

Organici mal congegnati

Petruz torna a rammentare quella che è una caratteristica, a suo parere negativa, dell’Azienda sanitaria “nostrana”: caratteristica attribuibile non tanto all’ultima dirigenza, bensì a quella precedente quando ancora c’era l’Ass Isontina. «Nel passato, e non conosco i motivi, si è sempre preferito potenziare le schiere degli Oss (operatori socio sanitari), “dimenticando” gli infermieri. E oggi i nodi continuano a venire al pettine perché la nostra categoria è numericamente insufficiente soprattutto in certi reparti particolarmente delicati. Ciò comporta un’evidente difficoltà nell’organizzazione del lavoro: difficoltà che si presenta quotidianamente».

Peraltro, rammenta ancora il Nursind, sta nascendo una sorta di “paura” fra gli operatori che lavorano giornalmente nei reparti dei due ospedali: lo spettro, infatti, è la mobilità. «Gli infermieri di Gorizia e Monfalcone continuano ad essere “mobilita- ti d’ufficio” a Palmanova a coprire i buchi lasciati dalla precedente amministrazione. E questa è un’ulteriore circostanza che alimenta lo stress».

La questione Latisana

In media, il personale infermieristico ha maturato a Latisana tra le 30 e le 35 giornate di ferie arretrate e ha accumulato almeno 50 ore di lavoro straordinario. La dotazione delle ambulanze di soccorso è di tre unità, di cui solo una risulta rispettare le norme di sicurezza. Eppure, osservano i rappresentanti del Nursind, il pronto soccorso di Latisana ha effettuato più di 27 mila soccorsi nel 2014, mentre, stando alle proiezioni per il 2015, i numeri dovrebbero essere ancora superiori e salire a quota 28 mila, al netto dei tremila accessi effettuati nel periodo estivo al Pronto soccorso di Lignano Sabbiadoro.

Le contromosse dell’Aas

Intanto, all’albo pretorio dell’Aas Bassa Friulana-Isontina è apparso un decreto (il numero 658) con cui il direttore generale Giovanni Pilati determina l’assunzione di sei collaboratori professionali/infermieri a tempo determinato e pieno. «Nel corso del corrente anno - riconosce l’Aas - la dotazione di risorse dedicata all’assistenza ha subito una importante riduzione a seguito di cessazioni dal servizio di infermieri».

Per questo, si è quantificato il fabbisogno in complessive «6 unità appartenenti al profilo professionale di collaboratore professionale sanitario-infermiere cat.D. Tali incarichi - si legge nel decreto - avranno la durata di dieci mesi e, comunque, non oltre l’espletamento del concorso pubblico regionale indetto per 173 posti di collaboratore sanitario-infermiere». Uno sforzo che, però, non è sufficiente a colmare carenze ormai croniche.

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