A Pago le rovine della romana Cissa

Secondo gli archeologi era una specie di capoluogo regionale e centro di potere

PAGO. Un sito archeologico che merita di essere studiato a fondo per conoscere le sue origini, tuttora incerte. È da tre anni che gli esperti del Museo archeologico di Zara, guidati da Smiljan Gluš›evi„, stanno compiendo ricerche sul monte Košljun, situato nell’isola nordadriatica di Pago, per cercare di dare un nome a rovine scoperte già 160 anni fa. Monitoraggi e studi fin qua effettuati stanno levando lentamente i veli dal mistero che avvolge il sito, con gli archeologi dalmati sempre più propensi a credere si tratti dell’antica città di Cissa, sorta già in epoca preromanica.

I dubbi ci sono e risultano numerosi: tra gli esperti, e qui citiamo lo studioso croato Mate Sui„, non mancano coloro che posizionano Cissa nell’arcipelago istriano delle Brioni. La gran parte degli archeologi è però convinta che l’antichissimo abitato fosse situato proprio a Pago. «Abbiamo di fronte una località nata diverse migliaia di anni fa – è quanto afferma Gluš›evi„ – abbiamo rinvenuto frammenti di ceramica risalenti all’età del ferro, manufatti costruiti qualche centinaio di anni prima che arrivassero i romani». Al momento i ricercatori non hanno trovato nulla, nessun oggetto fabbricato ai tempi dell’età del bronzo. Non che la cosa li abbia turbati anche perché il primo obiettivo è capire se Cissa fosse dislocata sulla più lunga delle isole dell’Adriatico. Pago, appunto. Il sito sull’altura Košljun non è di modeste dimensioni, anzi. Giace su un’area di ben 4 ettari, ovvero 40 mila metri quadrati. Sono circa 8 campi di calcio. Nonostante i 160 anni dalla scoperta del luogo e dei 3 anni di ricerche, gli archeologici non hanno toccato finora ben il 90 per cento del sito.

«Il monte Košljun e il suo abitato – aggiunge Gluš›evi„ – potevano controllare, diciamo così, buona parte dell’Adriatico settentrionale, poichè la vista spazia fino a Cherso, Lussino e Veglia e più giù fino all’Isola Lunga, nell’arcipelago di Zara. Secondo noi la presunta Cissa era una specie di capoluogo regionale, un centro di potere che dominava una porzione adriatica piuttosto vasta. I romani vi erano giunti agli inizi o alla metà del I secolo avanti Cristo e subito dopo avere conquistato la Liburnia, dove il principale centro abitato era Zara, l’antica Jadera».

Le ricerche degli archeologi zaratini, così le competenti istituzioni, vanno avanti trattandosi di un’area molto interessante e che potrebbe riservare ulteriori soddisfazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Zuppa fredda di barbabietola, arancia e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi