Trieste, in vendita le quattro gru di Adriaterminal

Le gru di Adriaterminal in vendita al prezzo base di 5 milioni (Foto Lasorte)

Sono state messe a gara per 5 milioni di euro. L’Authority: «Ormai sono un intralcio per il terminalista che non le usa più»

TRIESTE Sono uno degli elementi più caratteristici del porto, ben noto anche a chi semplicemente passeggia in piazza Unità o sul Molo Audace: sono le quattro gru gialloblù dell’Adriaterminal. Su quella banchina, ma attualmente nemmeno in altre aree dello scalo, servono più a nulla per cui l’Autorità portuale ha deciso di venderle. Chiunque è interessato può portarsele vie tutte e quattro per 5 milioni di euro. «Genoa metal terminal, l’attuale terminalista che fa parte del colosso Steinweg di Rotterdam - spiega Mario Sommariva, segretario generale dell’Autorità portuale - non le utilizza da tempo perché non sono funzionali nemmeno quando si tratta di sollevare un carico di rotoli di zinco di un determinato tonnellaggio, ma si serve di autogrù. Sono sostanzialmente diventate d’intralcio, meglio dunque sperare di venderle». Secondo voci di banchina, in quella specifica posizione, presenterebbero anche un altro problema: la prossimità in linea d’aria con le prospicenti antenne Tv di Monte Radio creerebbe un accumulo di energia statica che si scaricherebbe sui gruisti con una serie di scosse elettriche. L’ostacolo in passato sarebbe stato superato, ma mai totalmente eliminato, con una serie di fasce protettive.

L’Authority ha dunque predisposto il bando che mette in gara le quattro gru da banchina di marca Fantuzzi-Reggiane capaci fino a 35 tonnellate di portata, costruite nell’anno 2000, all’importo base di 5 milioni di euro. Le offerte al rialzo dovranno pervenire entro il 25 gennaio e le buste verranno aperte alle 10 del giorno seguente alla Torre del Lloyd. «Sono sostanzialmente gru di cantiere - specifica Sommariva - e gli acquirenti potrebbero essere di questo settore. Sono completamente funzionanti e per fissare il prezzo base abbiamo fatto eseguire una perizia». Le cronache giornalistiche del 2000 riferiscono di una causa al Tar intentata dalla Pacorini srl all’Autorità portuale perché le «quattro gru elettriche del valore di circa 30 miliardi miliardi (cifra non verificata, ndr.) finanziate con soldi pubblici sono finite anziché su una banchina pubblica, all’Adriaterminal in concessione all’Impresa portuale di Trieste». Nel 2007 il terminal è stato dato in concessione per 15 anni a Gmt che non fornisce ai media dati dei suoi traffici, nemmeno su richiesta. «Il terminal funziona e dipende da un forte gruppo internazionale che non ha alcuna intenzione di mollarlo», assicura Sommariva.

Chi compra le gru deve anche presentare un progetto preliminare in cui deve specificare se intende «spostarle intere vie mare» e descrivere le attività necessarie all’imbarco su chiatta o natante, oppure se vuole smontarle in sito, «con trasporto immediato fuori dalle aree portuali dei pezzi smontati»: in questo caso dovrà specificare quali saranno i mezzi impiegati del tipo autogrù, autoscale, eccetera.

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