Trieste, la grande corsa all’Accademia nautica

La sede dell'Accademia nautica in piazza Hortis (Lasorte)

Oltre cento domande per venti posti di ufficiale di coperta e di macchina. Beduschi: «Il prossimo anno parte la logistica»

TRIESTE Oltre 100 domande per 20 posti prima ancora di prendere il largo. Dieci capitani di coperta e dieci direttori di macchina. La neonata Accademia nautica dell’Adriatico parte con il vento in poppa. Oggi si terranno le selezioni. Un dato che dimostra il rinato interesse per il mare della città che si somma a quello delle iscrizioni scolastiche 2015-2016: gli studenti che hanno scelto il Nautico sono cresciuti del 40%. Un vero e proprio boom, probabilmente legato anche all’attivazione della specializzazione post diploma offerta proprio dall’Accademia nautica dell’Adriatico.

«La Regione Friuli Venezia Giulia ha visto giusto quando ha voluto fare il bando per questa Its sulla mobilità sostenibile. Come pure l’Istituto Nautico, capofila della fondazione, che ha colto a ragione l’occasione. Se sono cento le domande per 20 posti vuole dire che c’è parecchio interesse per quello che l’Accademia offrirà a venti ragazzi che potrebbero avere un brillante futuro come ufficiali. Domande arrivate da tutta Italia a macchia di leopardo» spiega Stefano Beduschi, vicepresidente di Italia Marittima e presidente della Fondazione Its “Accademia nautica dell’Adriatico” che si è costituita il 30 settembre scorso e che ha sede al Nautico (piazza Hortis 1).

L’attività formativa avrà inizio presumibilmente il 14 dicembre 2015 e interesserà dieci allievi di coperta e dieci allievi di macchine. Lunedì scorso, 23 novembre, è scaduta la possibilità di presentare la domanda di ammissione e partecipare alle selezioni. Si tratta di un biennio di studi post diploma destinati ai futuri ufficiali della Marina mercantile. «Esistono anche altre realtà di questo genere in Italia, ma nessuna in Adriatico» continua Beduschi. «Questo è solo un buon inizio. L’offerta di formazione dell’Accademia parte come mobilità sostenibile (che vuol dire ufficiali di coperta e di macchina), ma è destinata ad ampliarsi non solo come numero di corsi ma anche con altri indirizzi. Il primo che sarà attivato il prossimo anno, per il quale c’è già l’interesse di diversi fondatori dell’Accademia, è il corso sulla logistica».

Della Fondazione dell’Accademia nautica dell’Adriatico, oltre al Nautico e alla Regione, fanno parte Comune di Trieste, Provincia di Trieste, Camera di Commercio di Trieste, Italia Marittima, Wärtsilä Italia, Fincantieri, To Delta, Ocean, Pertot Ecologia, Inter-Rail, Autorità Portuale Trieste, Collegio Patentati Clc&Dm, Confindustria Venezia Giulia, Guardia Costiera Ausiliaria, Università degli Studi Trieste, Insiel, Osservatorio Geofisico Sperimentale, Venice Maritime School, Consorzio Formazione Fvg, Enaip Fvg, Enfap Fvg, Ires Fvg, Ial Fvg. La chiave sono le opportunità di lavoro dell’Accademia. «Italia Marittima, la società per cui lavoro - aggiunge il presidente della Fondazione - sta impiegando e impiegherà ufficiali italiani. Queste fondazioni nascono per l’esigenza delle imprese. Rispondono a una domanda del mercato del lavoro. Non sono dei percorsi formativi fini a se stessi».

Un bell’inizio, insomma. «Per essere partiti da poco è un risultato lusinghiero - aggiunge il vicepreside del Nautico Bruno Zvech -. Le domande sono arrivate da tutta Italia: dalla Sicilia alla Liguria, dalla Lombardia alla Puglia». Una grossa soddisfazione per l’Istituto Nautico “Tommaso di Savoia Duca di Genova” che è nato come Accademia imperialregia nel 1754. «Per il Nautico, come per l’Accademia dell’epoca, è importante far parte di un progetto di rinascita economica e culturale della città. Nella costruzione di un’identità che invece di essere contro qualcosa o qualcuno è per valorizzare la risorsa storica di Trieste che è il mare. Il mestiere nostro è quello di stare sul mare. Gli alti e bassi della città hanno corrisposto agli alti e bassi del Nautico». Con l’Accademia nautica dell’Adriatico torna a rinsaldarsi il legame di Trieste con il suo mare. «Forse questa è la volta buona» scommette Zvech. Il momento in cui Trieste torna a guardare al mare, invece di voltargli le spalle come ha fatto per troppo tempo.

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