Abbazia va in “letargo” 14 gli alberghi chiusi

ABBAZIA. Sarà anche la dama del turismo croato, ma in questi giorni Abbazia sta recitando la parte della bella addormentata che, con tutta probabilità, solo le festività natalizie potranno...

ABBAZIA. Sarà anche la dama del turismo croato, ma in questi giorni Abbazia sta recitando la parte della bella addormentata che, con tutta probabilità, solo le festività natalizie potranno risvegliare. In parte. La più grande catena alberghiera in città e nei dintorni, la Liburnia Riviera Hotels, ha fatto i suoi calcoli concludendo che data la scarsità di ospiti è molto meglio chiudere gli alberghi che farli restare aperti per poche persone. In queste giornate spazzate dalla bora e con il buio che arriva assai presto, le vie centrali di Abbazia sono deserte, senza l’ombra di un turista.

Dal centralissimo Slatina e in direzione di Icici, gli hotel chiusi sono ben 14 e quasi tutti appartenenti alla Liburnia: la lista comprende i vari Belvedere, Imperial, Kvarner, Villa Amalia, Palace, Bellevue, Galeb, Astoria, Residenz, Kristal, Admiral, Istra, Agava e Sveti Jakov. I citati Palace e Bellevue sono in fase di ricostruzione, dunque non illuminati la notte, il che aggiunge tristezza a una situazione alquanto desolante. Tra gli alberghi sprangati figurano anche dei pezzi da novanta dell’industria ricettiva abbaziana e quarnerina: in ordine sparso sono il Kvarner (il più vecchio in città), l’Admiral, il Palace e l’Imperial.

La seconda azienda alberghiera per importanza ha deciso di praticare una strada diversa. Si tratta della Milenij hoteli che, a causa di lavori di restauro, non può contare su Agava e Sveti Jakov. In compenso, il Milenij, il Continental, il Royal e il Cetiri opatijska cvijeta sono apertissimi: il loro management si prepara alle iniziative natalizie. E nei prossimi giorni la direzione farà aprire i battenti ad alcune strutture minori, arricchendo ulteriormente l’offerta della Milenij hoteli.

I piccoli albergatori abbaziani stanno seguendo l’esempio della Milenij, ben sapendo che l’eventuale chiusura avrebbe conseguenze disastrose per i loro impianti. È il caso dell’hotel Mozart, di proprietà di Abi Shalabi, che ha le idee molto chiare in proposito: «Se chiudessi ora il mio albergo ora, non avrebbe senso riaprirlo tra un paio di settimane. Sarebbe una mossa del tutto sbagliata».

L’opinione è condivisa dall’albergatore abbaziano Krunoslav Kapetanovi„, titolare di Villa Kapetanovi„ e del Navis, inaugurato pochi mesi fa: «La cosa più facile è il disimpegno, la rinuncia. Dobbiamo pensare ad Abbazia come a una destinazione da rendere attrattiva 12 mesi su 12, dall’alto della sua secolare tradizione turistica che ne faceva un tempo il più rinomato dei centri terapeutici altoadriatici durante la stagione invernale».

Andrea Marsanich

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