“Gioco del rispetto” in versione da tavolo

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Le ideatrici attivano una raccolta di fondi per finanziare il progetto “in scatola” che contiene anche un puzzle double face

TRIESTE Dalle aule pubbliche alle case private. Il “Gioco del rispetto”, che anche quest’anno verrà riproposto nelle scuole di Trieste, si trasforma in gioco da tavolo. O almeno ci prova: le ideatrici puntano a realizzare una versione “home edition” in grado di diffondere... il rispetto nelle abitazioni dei triestini e in quelle di tutti gli italiani. E così, per raggiungere l’obiettivo, attivano una raccolta di fondi: la campagna di crowdfunding è partita il 16 novembre sulla piattaforma kisskissbankbank e in quattro giorni ha già raccolto 1.295 euro grazie al contributo di 47 persone. Ne servono 12mila perché il progetto vada in porto. E ci sono venti giorni di tempo.

«L’idea è nata dalle mail che molte famiglie ci hanno mandato, dopo aver letto del “Gioco del rispetto” nelle scuole, chiedendo informazioni su dove acquistarlo» racconta Benedetta Gargiulo che ne ha curato i contenuti creativi. Benedetta e le altre ideatrici, a quel punto, hanno studiato una versione da proporre non più alle scuole ma alle famiglie: «Se raggiungiamo i 12mila euro potremo avviare la produzione e la commercializzazione del gioco che potrebbe essere venduto online o in alcuni specifici punti vendita grazie all’interesse dimostratoci da parte di alcuni editori di giochi» aggiunge Gargiulo.

Il “Gioco del rispetto”, insomma, si candida a trovare spazio tra le scatole del “Monopoli” e dell’”Allegro chirurgo”. Sempre che la campagna vada a buon fine: «Le prime donazioni sono state fatte soprattutto da persone che si erano già dimostrate sensibili al tema affrontato dal “Gioco del rispetto”. La sfida vera è coinvolgere chi fino ad oggi è stato indifferente o non si è interessato al tema».

Nel presentare il progetto ai papabili investitori, le ideatrici ricordano che il “Gioco del Rispetto”, che tante polemiche ha suscitato, «è nato nel 2013 per le scuole dell’infanzia e consiste in un percorso formativo per insegnanti e in un kit didattico che contiene diverse proposte di gioco per far giocare bambini e bambine senza stereotipi di genere e per dare a tutte e a tutti pari opportunità di pensare e sognare il proprio futuro, inseguendo i propri talenti senza i condizionamenti dei media e dell’industria del giocattolo su cosa possono o non possono fare maschi e femmine».

La versione domestica del “Gioco del rispetto” è semplificata rispetto a quella originale in modo da essere direttamente fruibile in famiglia. E si rivolge a «bambini e bambine dai 3 ai 6 anni, con cui imparare a superare gli stereotipi di genere, divertendosi». Tra i giochi previsti, accanto a una spiegazione del contesto in cui si sviluppa il progetto e ad un libretto di istruzioni, c’è la storia di Red & Blue: dodici tavole illustrate che raccontano la storia di due amici, un maschio e una femmina, che affrontano un cammino avventuroso aiutandosi a vicenda, «al di là degli stereotipi per immaginare rapporti solidali tra generi, in cui ognuno è libero di seguire il proprio talento». Non manca poi nella scatola una versione ampliata de “Il memo dei mestieri”, il gioco di memoria visiva che abbina 20 coppie di maschi e femmine che svolgono lo stesso mestiere: casalingo - casalinga, idraulico-idraulica. La novità consiste invece ne “Il puzzle double face”, 35 pezzi che compongono da un lato la figura di un astronauta maschio e dall’altro la figura di un’astronauta femmina. «E fino all’ultimo - si legge nella spiegazione - non si sa mai quello che verrà fuori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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