Sul web spopola il discorso dell’imam di Monfalcone: 4 milioni di contatti

L'imam di Monfalcone Abdelmajid Kinani (Foto Bonaventura)

Per la videointervista a Abdelmajid Kinani una valanga di contatti e di commenti puntuali e argomentati. Prevale di molto l’apprezzamento. Qualcuno diffida: «Solo parole»

MONFALCONE Quattro milioni di persone raggiunte, oltre 800mila visualizzazioni, 13.500 condivisioni, 9.500 “mi piace” a 36 ore dalla pubblicazione per il video in cui l'imam di uno dei due centri islamici di Monfalcone, Abdelmajid Kinani, prende distanza dagli attentati di Parigi. E oltre ai grandi numeri della diffusione del video e dell’intervista a Kinani pubblicati sul sito e sui profili Facebook e Twitter de Il Piccolo, ci sono i più di mille commenti lasciati dagli utenti. Quasi tutti di un equilibrio e di una civiltà estremi, pur da posizioni diverse: Kinani ha parlato, in tantissimi gli hanno risposto. Argomentando. Discutendo. Confrontandosi. Molti hanno apprezzato la chiarezza della posizione espressa da Kinani, emigrato dal Marocco in Italia approdando nell’estremo lembo a Nordest del Paese per dare un futuro “normale” ai suoi figli con il lavoro nell’azienda agricola Bennati a San Canzian d’Isonzo.

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Nei commenti su Facebook l’apprezzamento per la chiarezza della posizione espressa da Kinani si mescola comunque alla diffidenza. «Davanti alle telecamere sono tutti bravi a condannare. Gli crederei di più se iniziassero a fare pulizia nelle moschee. Denunciando le persone poco oneste», ha scritto a caldo un’utente. «Io apprezzo ciò che dice, ma non vorrei fossero parole di circostanza, o peggio paura di ritorsione come quasi lascia ipotizzare», scrive un altro lettore. Opinioni condivise da alcuni tra quelli che hanno voluto commentare il video realizzato da Katia Bonaventura.

Molti di più, però, nei propri commenti hanno dimostrato di credere nella sincerità delle parole di Kinani, apprezzandone appunto la chiarezza della posizione assunta. «Io lo conosco personalmente e posso credere a tutto quello che dice, anche se non siamo d’accordo su tutto - ha commentato Mariarosa Bonifacio, fra l’altro presidente della Consulta delle associazioni culturali di Monfalcone -, ma è una persona con cui si può parlare e cercare di trovare la giusta collaborazione per vivere meglio. Credo sia questa la strada da intraprendere e non lasciarci trascinare dalla follia di pochi».

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L’auspicio, anche di Abdelmajid Kinani, è del resto quello che ci possa essere un maggiore confronto, convinto che su questo fronte la comunità musulmana debba pare la sua parte, «aprendosi». Altri riconoscono a Kinani il coraggio di essersi esposto personalmente a differenza di altri esponenti del mondo islamico. «Questo è un uomo coraggioso. Bravo. Vorrei vedere 10 milioni di post di questo tipo. Gli imam devono prendere posizione pubblica. Vero o falso che sia, è un gesto. Questi sono fatti», scrive un altro utente. Tanti, comunque, chiedono che posizioni del genere siano più diffuse nel mondo islamico, e non lascino spazio a dubbi sulla presa di distanza dalla violenza.

Gli eccezionali numeri del post con la videointervista all'imam pubblicata sul profilo Facebook del Piccolo

Che il proprio messaggio abbia raggiunto così tante persone facendole discutere ha comunque sorpreso Kinani. Anche se, conferma, a Pieris - frazione di San Canzian dove abita - molti l’hanno visto. «Lo hanno visto anche tutti i colleghi di lavoro - dice l’imam - e, anche se sono già convinti che i musulmani di qui non fiancheggiano l’estremismo, hanno confermato che si aspettano da noi qualche manifestazione per far sentire la nostra partecipazione contro il terrorismo». In linea con l’idea espressa nell’intervista sulla necessità per la comunità islamica di rendere visibile la propria posizione contro il terrorismo, l’imam e altri aderenti al Centro di via Duca d’Aosta parteciperanno nel pomeriggio di mercoledì 18 novembre alla manifestazione organizzata dal Comune di Monfalcone nell’area pedonale di via Sant’Ambrogio, assieme ai ragazzi del Collegio del Mondo Unito di Duino. «Stiamo lavorando per aprire verso l’esterno il Centro culturale di via Duca d’Aosta e fare in modo - annuncia - che i monfalconesi possano trovarci una decina di persone della comunità pronte a spiegare la nostra posizione e i nostri punti di vista. Speriamo di poter realizzare questa iniziativa a breve, e anche una che veda coinvolti i bambini».

L’imam ha comunque espresso la volontà di vedere la comunità musulmana impegnata a dimostrare «la sua solidarietà in concreto». Ci sono già delle idee e la comunità si ritroverà in questi giorni per valutarle.
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