Gorizia, arrestato il tunisino col mitra

Il tunisino a Gorizia nel video postato tempo fa sul web

La polizia lo ha prelevato nella sua casa di Farra: «Deve scontare 3 anni e 4 mesi per estorsione». Era apparso armato su Fb

GORIZIA. Di nuovo in manette. Il 34enne tunisino residente a Farra d’Isonzo (Gorizia) che era stato stato arrestato nell’aprile scorso per terrorismo in quanto destinatario di una misura cautelare a scopo di estradizione emessa dalla magistratura di Tunisi, è tornato in carcere dove rimarrà almeno fino a marzo del 2019. Agenti della Digos e della squadra mobile hanno infatti ri-arrestato ieri Ajmi Bessem, noto alle cronache per aver postato nei mesi scorsi su un social network la sua immagine mentre brandiva un fucile mitragliatore.

Gorizia: tunisino posta su facebook un video con il kalashnikov (finto)

Ufficialmente l’arresto è conseguente a un ordine di carcerazione emesso il 13 novembre scorso dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Trieste, ma è evidente che in questo particolare momento, dopo la strage di Parigi, poteva in qualche modo rappresentare una minaccia. Lo straniero, in realtà, deve scontare una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per tutta un’altra storia: per una estorsione compiuta nel 2011 e per la quale era stato a suo tempo indagato dalla squadra mobile della questura di Gorizia.

Insomma, la sentenza di condanna della Corte d’appello, passata in giudicato, e pertanto non più appellabile in Cassazione, ha consentito alla polizia di arrestare il soggetto, già ricercato per atti di terrorismo. L’uomo si trova rinchiuso nella casa circondariale di Gorizia a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

Nell’aprile scorso gli uomini della Digos di Gorizia avevano eseguito l’arresto del nordafricano perché destinatario di un mandato di cattura internazionale per “Terrorism acts”, reato per il quale il Codice penale tunisino prevede la pena massima di 20 anni di reclusione.

In particolare, la polizia tunisina aveva riferito che Bessem aveva postato sul proprio profilo Facebook, il 22 febbraio 2015, un messaggio audiovisivo registrato in territorio italiano (pare proprio a Gorizia) nel quale, abbigliato con una tuta nera e brandendo un kalashnikov), minacciava e insultava Ksouri Maya, una giornalista molto nota in Tunisia. L’uomo era stato prelevato dall’abitazione di Farra d’Isonzo e rinchiuso in carcere. Il nome di Ajmi Bessem era salito alla ribalta delle cronache per un altro fatto dai contorni, tutto sommato, simili. Il trentaquattrenne extracomunitario aveva infatti postato un breve filmato, sempre su Facebook, in cui inquadrava la sua motocicletta dove, sul sellino, era sistemata quella che sembrava essere una mitraglietta. La location scelta per il video era il piazzale della Casa Rossa di Gorizia, a ridosso del confine con la Slovenia. Nel video, che era stato postato anche su Youtube, si vedevano nitidamente anche la caserma Massarelli e alcune auto della Polizia. In realtà, la mitraglietta era, secondo quanto accertato dalla polizia goriziana, un simulacro, ovvero un’arma finta.

Per quell’episodio era scattata una denuncia a carico del tunisino per procurato allarme. Tutto era partito dalla Direzione antiterrorismo che aveva individuato la presenza del filmato nella normale attività di controllo della comunicazione sui social network.

Scavando ancora nel passato di Bessem si arriva al 4 marzo del 2014 quando il tunisino, in un momento di sconforto e depressione, aveva dato fuoco all’alloggio della moglie, residente a Gradisca, ed era stato arrestato. Il Tribunale del riesame di Trieste aveva accolto il ricorso presentato dal suo difensore e annullato l’ordinanza di custodia cautelare imponendo all’uomo l’allontanamento da Farra e il divieto di contatti con la moglie, da cui viveva separato.

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